MENTRE PROSEGUONO CON SUCCESSO QUI SULLA TERRA I TEST DI EXOMARS

I primi passi di Perseverance valgono una Apod

Il rover della Nasa esegue test di mobilità e di funzionalità degli strumenti prima di cominciare con le sue indagini scientifiche. Nel frattempo, si diletta a inviarci immagini e panoramiche dal Pianeta rosso con un dettaglio e una qualità senza precedenti. Intanto, sulla Terra, ExoMars procede di test in test in vista della sua partenza nel 2022. Appuntamento per il nuovo collaudo dei paracadute a maggio, in Svezia

     09/03/2021

Il panorama marziano a 360 gradi (cliccare per la versione interattiva) prodotto grazie agli scatti di Perseverance è la Apod di oggi, 9 marzo 2021. Crediti: Nasa, Jpl-Caltech, Asu, Msss

Un panorama marziano a 360 gradi è seguito ai primi passi mossi da Perseverance. Subito, la Nasa ne fa una Apod, quella di oggi, martedì 9 marzo 2021. L’agenzia spaziale statunitense ne approfitta per scaldare gli animi citando fantomatici fossili e scheletri che potrebbero – un giorno – essere immortalati dal rover sulla superficie del Pianeta rosso. Una possibilità concreta? Nessuno può saperlo, ma – avvertono gli scienziati – è molto più verosimile che trovare segni di vita passata su Marte si traduca nel rivelare tracce biologiche di microrganismi analizzando il terreno grazie agli strumenti ospitati da Perseverance. Organismi multicellulari complessi, infatti, necessiterebbero – per svilupparsi e sopravvivere – di una disponibilità di ossigeno molto superiore rispetto a quella che il pianeta avrebbe mai potuto trattenere nella sua storia.

I primi passi mossi da Perseverance, il 4 marzo, sebbene non in compagnia di fossili, scheletri o esserini verdi, hanno comunque segnato la storia. Hanno innanzitutto consentito di guardare un po’ meglio e memorizzare il punto esatto in cui il rover è atterrato, e di dargli un nome un po’ più informale: quello della scrittrice di fantascienza Octavia E. Butler. Verificata la risposta delle sei ruote, Perseverance ha percorso sei metri e mezzo in 33 minuti e in due fasi: un primo spostamento in avanti di quattro metri, una piroetta di 150 gradi e marcia indietro per altri due metri e mezzo. Test del sistema di mobilità ampiamente superato, dicono gli scienziati, che si dicono pronti ai tragitti più lunghi e regolari – anche maggiori di 200 metri per volta – che il rover si appresterà a compiere per perseguire i suoi obiettivi scientifici.

Non solo la mobilità deve essere testata prima di cominciare le indagini marziane. Il 26 febbraio – l’ottavo giorno marziano, o sol, di Perseverance dopo l’atterraggio – è stato completato un aggiornamento del software per sostituire il programma destinato a occuparsi della fase di discesa e ammartaggio con quello volto a pilotare il rover durante la sua carriera scientifica sul pianeta.

Scienziati e ingegneri della missione hanno poi testato alcuni degli strumenti e sganciato il braccio robotico di due metri di lunghezza per la prima volta, flettendo ciascuna delle sue cinque articolazioni nel corso di due ore.

In calendario rimane la calibrazione degli strumenti scientifici, l’invio del rover su tragitti più lunghi e l’espulsione delle coperture che proteggevano sia il sistema di adaptive caching (parte del Sample Caching System del rover) che il drone-elicottero Ingenuity durante l’atterraggio. In tutto questo, però, il rover sta scattando immagini con la serie di telecamere più innovativa mai posata su Marte. Quelle inviate sono, ad oggi, più di settemila immagini.

Nel frattempo, sulla Terra, proseguono i test alla missione ExoMars, programmata per il lancio nella finestra che va dal 20 settembre al primo ottobre 2022 da Baikonur, in Kazakistan, per giungere nel sito marziano di Oxia Planum il 20 giugno 2023.

Per arrivarci in sicurezza, sulla superficie marziana, bisogna assicurare una serie di operazioni – come la rotazione del veicolo su sé stesso durante tutto il viaggio, l’apertura e il funzionamento dei paracadute – alle quali scienziati e ingegneri della missione stanno lavorando proprio in questi giorni.

Durante la crociera verso Marte l’intero veicolo spaziale – che comprende quattro unità – girerà a circa 2.75 giri al minuto, per stabilizzarsi sulla sua traiettoria. Per verificare che il veicolo non induca instabilità e squilibri che richiederebbero troppo carburante per essere compensati – e che impedirebbero all’antenna di puntare costantemente verso la Terra – sono stati eseguiti e superati i test di bilanciamento dinamico. Il veicolo intero è stato sottoposto a una frequenza di rotazione che ha raggiunto le 30 rpm, corrispondente a un’accelerazione centrifuga di 2g (due volte l’accelerazione di gravità) sul bordo esterno dello scudo termico del modulo di discesa.

Test simili sono stati condotti anche in assenza del modulo portante, in modo da simulare la discesa sul suolo marziano. Una volta che il modulo di discesa viene rilasciato, infatti, circa 30 minuti prima dell’ingresso nell’atmosfera, la velocità di rotazione originale viene mantenuta fino a quando gli effetti atmosferici prendono il sopravvento, e quando il primo paracadute viene dispiegato. Il despinning completo avviene una volta che il sistema di propulsione entra in funzione, vicino alla superficie.

Il prossimo test di lancio ad alta quota dei due paracadute principali di ExoMars è invece previsto per il prossimo maggio/giugno, da Kiruna, in Svezia. I precedenti test, svolti a novembre 2020, avevano riportato alcuni danni localizzati su entrambe le calotte dei paracadute.

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