MAPPA CON I LANDER E I ROVER MARZIANI DAL 1990

Là dove stanno i rover

Aspettando l’arrivo di Perseverance, il rover della Nasa che tra poche ore scenderà sul suolo marziano, diamo uno sguardo agli abitanti robotici del Pianeta rosso: rover e lander che hanno fatto, e stanno facendo, la storia dell’esplorazione del pianeta, per capire se in passato ha ospitato la vita e, soprattutto, se potrà presto accogliere la nostra

     18/02/2021
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L’agitazione è tanta ed è destinata ad aumentare nelle prossime ore, all’approssimarsi dei famigerati “sette minuti di terrore” – tanto durerà la discesa verso il suolo marziano. Ma dopo, se tutto andrà bene, arriveranno i sospiri di sollievo, gli applausi e le lacrime… e un altro piccolo pezzettino dell’umanità sarà su Marte. Altri occhi si guarderanno intorno, là dove stanno i rover, altri arti percorreranno quelle vaste distese di terra rossa per capire se, un tempo, il pianeta ha ospitato la vita e, soprattutto, se potrà accogliere la nostra.

Vediamo dunque quali sono i rover che stanno aspettando Perseverance sul Pianeta rosso, tutti tranne uno in meritata pensione. Per una mappa più dettagliata di quella riportata in questa pagina, che includa anche i due Viking e i tentativi di atterraggio falliti, vi suggeriamo invece quella realizzata da Emily Lakdawalla della Planetary Society. Per una prospettiva più storica, invece, c’è una bella timeline interattiva nell’articolo pubblicato oggi su Il Bo Live.

Infografica che rappresenta le posizioni in cui si trovano i rover e i lander, su Marte. Mancano i due Viking e tutte le missioni che non hanno avuto successo. Crediti: Maura Sandri / Media Inaf

Ma veniamo ai nostri rover, e partiamo dal più vecchio: il rover Sojourner della missione Mars Pathfinder della Nasa. La sonda si posò nella Ares Vallis, in una regione chiamata Chryse Planitia (pianura dorata), il 4 luglio 1997. Il lander operò come una stazione meteorologica, mentre il rover (il primo rover operativo sul suolo marziano) analizzò il suolo e le rocce del sito di atterraggio ed effettuò diversi esperimenti sulla superficie. La missione – diretta dal Jet Propulsion Laboratory – era il secondo progetto del Programma Discovery della Nasa, che promuoveva missioni planetarie più economiche, più veloci e migliori (il motto era cheaper, faster and better).

Il rover Spirit della Nasa. Crediti: Nasa

Spirit e Opportunity sono stati due rover gemelli della Nasa, arrivati su Marte rispettivamente il 4 gennaio 2004 e il 25 gennaio 2004, nell’ambito della missione Mars Exploration Rover. Da specifica costruttiva, sarebbero dovuti funzionare novanta giorni. Spirit continuò a marciare sul suolo marziano per tutto il 2006 e il 4 gennaio 2010 festeggiò i 6 anni di lavoro sulla superficie marziana. Il 22 marzo 2010 si interruppero i contatti con il rover. Il team della Nasa continuò invano a cercare di ristabilire le comunicazioni, fino al 25 maggio 2011, data in cui la missione venne dichiarata ufficialmente conclusa. Stessa sorte per Opportunity ma ben sette anni più tardi, quando il 10 giugno 2018 si persero le tracce del rover, dopo una delle tempeste di sabbia più violente che siano mai state registrate. Durante la sua missione, il rover ha percorso un totale di 7730 metri. Famoso è il suo ultimo sguardo, nella Perseverance Valley: un panorama composto da 354 immagini scattate dalla Pancam, alcune delle quali in bianco e nero perché l’audace esploratore spaziale non ha fatto in tempo a registrarle a colori, prima dell’arrivo della tempesta di sabbia che ha segnato la sua fine.

Il rover Curiosity della Nasa. Crediti: Nasa

Curiosity è un rover della Nasa, arrivato su Marte il 6 agosto 2012, che ancora oggi ci sta facendo sognare con le sue immagini mozzafiato dei panorami marziani. Fino a oggi, ha rappresentato l’avanguardia dell’umanità sul Pianeta rosso. La durata prevista della missione era di circa 2 anni terrestri ma con grande soddisfazione il rover è tuttora operativo. È lungo 3 metri, largo 3.3 metri e alto 2.2, con una massa di circa 900 kg, di cui 80 kg di strumenti scientifici (Spirit e Opportunity hanno una massa di 174 kg, di cui 6.8 kg di strumenti). Vista la sua mole, è alimentato da un piccolo reattore nucleare contenente plutonio, che gli consente di spostarsi a circa novanta metri orari. Porta con sé diversi strumenti che gli permettono di svolgere in autonomia molte analisi scientifiche: controllo delle condizioni meteorologiche, composizione chimica e mineralogica del suolo, ricerca di molecole organiche nell’atmosfera e nella superficie e rilevazione delle radiazioni. A oggi ha viaggiato per 24.4 chilometri, per un totale di 3035 sol… e sta continuando. Da domani, si spera, in compagnia.

Edit del 21 febbraio 2021, ore 8:30. Aggiornata l’infografica aggiungendo l’arrivo di Perseverance e correggendo l’anno di arrivo di InSight. 

Edit del 25 febbraio 2021, ore 15:00. Aggiornata l’infografica invertendo le posizioni di Opportunity e Sojourner.