A TRIESTE UNA MOSTRA SULLA VITA IN AMBIENTI ESTREMI

Xtreme, ai limiti della sopravvivenza

Cos’hanno in comune le grotte, l’Antartide e i pianeti potenzialmente abitabili? Molto di più di quanto si pensi: difficoltà, soluzioni tecnologiche e una ricerca scientifica fondamentale per affrontare il futuro del nostro pianeta. La mostra “Xtreme. Vivere negli ambienti estremi” presenta questi intrecci attraverso materiale fotografico, video e oggetti

     01/09/2020

Crediti: Michele Maris/ Inaf Trieste

L’Antartide, il mondo delle grotte, l’astrobiologia e le esplorazioni spaziali: sono tre mondi apparentemente distanti, legati però dalla straordinaria capacità della vita di sopravvivere in condizioni estreme. Xtreme è una mostra dedicata proprio alle peculiarità di questi ambienti, a come la nostra e le altre specie possano adattarvisi. La ricerca di forme di vita in grado di sopravvivere in condizioni per noi estreme è uno dei temi chiave della ricerca biologica, astrobiologica e dell’esplorazione spaziale.

L’esposizione segue l’intreccio fra tre ambienti: lo spazio e l’astrobiolgia, l’Antartide, e la biosfera ipogea. Tre temi di forte impatto sul pubblico, apparentemente slegati tra loro, ma che negli ultimi decenni hanno rivelato essere strettamente interconnessi. I legami, anche aneddotici, sono numerosi: l’addestramento degli astronauti italiani nelle grotte della Sardegna e della Slovenia, le tecnologie di sopravvivenza che rimbalzano dalla ricerca antartica a quella spaziale, le ipotesi di colonie spaziali all’interno di cavità naturali sulla Luna e Marte, la ricerca sugli organismi che vivono sulla Terra in ambienti molto particolari, il cui studio ci aiuta a immaginare gli organismi viventi di altri pianeti.

Curata da Francesca Pitacco, che si è occupata di coordinare i diversi enti coinvolti, la mostra è idealmente articolata in otto sezioni tematiche, ed è realizzata dall’Osservatorio astronomico dell’Inaf di Trieste, dal Dipartimento di matematica e geoscienze dell’Università di Trieste, dal Museo nazionale dell’Antartide e dalla Federazione regionale di speleologia del Friuli Venezia Giulia, con il contributo del progetto Asi Opps / Life in the Universe e il patrocinio della Società italiana di astrobiologia e dell’Istituto europeo di astrobiologia, nonché la collaborazione di numerosi enti, associazioni e ricercatori.

Crediti: Michele Maris/ Inaf Trieste

La mostra ruota intorno ai tre macrotemi della speleologia, dell’astrobiologia e dell’Antartide. Si apre con una timeline che illustra l’evoluzione delle tre discipline fra il 17esimo e il 20esimo secolo, periodo concentrato fortemente sull’esplorazione. Video, oggetti e brevi pannelli esplicativi raccontano come si svolsero le prime esplorazioni in ambienti speleologici e antartici.

Si presentano poi le esplorazioni del 20esimo e 21esimo secolo: l’attrezzatura è cambiata, e così anche le finalità dell’esplorazione. Anche in questa sessione sono presenti oggetti e video che parlano delle esplorazioni moderne in grotta e in Antartide. Si parla di Marte e della Luna, ma anche di satelliti per la ricerca di esopianeti – come Cheops e Plato, a forte partecipazione italiana, di cui sono esposti modellini dei loro strumenti. Gigantografie, installazioni, animazioni e un videogioco rendono il percorso accattivante per un pubblico d’ogni età. Per la parte di astrobiologia, alcuni qr-codes permetteranno di accedere a degli approfondimenti utilizzando il proprio cellulare.

La sezione successiva affronta il problema della morfologia e i caratteri peculiari di questi ambienti e presenta dunque mappe storiche e attuali che riguardano ambienti di grotta, Antartide e mappe lunari e di Marte.  Si passa poi a illustrare l’adattamento biologico in grotta e Antartide, di astrobiologia e della possibile vita nell’universo. Video e pannelli accompagnano la sezione, arricchita da un diorama che riproduce la vita sul fondo del mare in Antartide.

Crediti: Michele Maris/ Inaf Trieste

C’è anche una parte dedicata alla ricerca scientifica. Anche qui video, pannelli e alcune particolarità: un diorama con le meteoriti raccolte in Antartide corredato da un video sull’addestramento degli astronauti dell’Esa in grotta. Alcuni pannelli pongono al pubblico i punti aperti riguardanti la protezione planetaria e la legislazione internazionale che regola l’accesso allo spazio, all’Antartide e alla biosfera ipogea.

Non manca uno spazio dedicato agli sport estremi negli ambienti estremi.  All’esposizione faranno da corollario anche una serie di conferenze a tema. Il calendario degli eventi aggiornato verrà settimanalmente aggiornato sul sito della mostra.

La mostra sarà aperta al pubblcio dal 29 agosto all’11 ottobre, dal martedì alla domenica, dalle 10 alle 19, al Magazzino delle Idee, in Corso Camillo Benso Conte di Cavour 2, a Trieste. L’ingresso è libero, ma sarà necessario attendere all’ingresso in caso di raggiungimento della massima capienza di 50 persone.