DA GENNAIO A DICEMBRE, GLI SCIAMI METEORICI CHE CI ATTENDONO

Tutte le stelle cadenti del 2020

Nel suo giro attorno al Sole, la Terra attraversa diverse scie di detriti lasciati da comete o asteroidi. Questi frammenti cosmici, entrando nella nostra atmosfera, illuminano i cieli notturni e danno origine al fenomeno delle stelle cadenti. Ecco un elenco degli sciami meteorici che molto probabilmente saranno visibili quest'anno. Buona visione e preparate la lista dei desideri!

     03/01/2020
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Il bolide delle 18:26 del primo gennaio visto dalla camera Prisma Loiano ITER01 (zoom)

Nel suo giro attorno al Sole, la Terra attraversa diverse scie di detriti lasciati da comete o asteroidi lungo il loro percorso. Questi frammenti cosmici, alcuni dei quali piccoli come granelli sabbia, entrando nella nostra atmosfera con una velocità di alcune decine di chilometri al secondo, possono illuminare i cieli notturni. Comunemente vengono chiamate “stelle cadenti” ma non hanno nulla a che fare con le stelle: sono meteore e si manifestano come spettacolari scie luminose che per un attimo dipingono il cielo.

Un brillante esempio lo abbiamo avuto il primo giorno dell’anno, quando un bolide (una meteora molto luminosa) è stato visto nel cielo nella zona tra Reggio Emilia e Mirandola, in provincia di Modena. Il bolide è stato rilevato anche dalle videocamere della rete Prisma (Prima rete per la sorveglianza sistematica di meteore e atmosfera). Frammenti di questo oggetto si pensa possano essere arrivati al suolo, nella zona di Disvetro, pochi km a nord-ovest di Cavezzo (Modena), in piena Pianura Padana. A seguire, nella stessa sera e sempre in Emilia, un altro bolide è stato segnalato da 6 camere Prisma.

Quindi, guardando il cielo si può avere la fortuna di vedere questi oggetti e, perché no, esprimere un desiderio.

In questo articolo abbiamo elencato gli sciami meteorici che molto probabilmente saranno visibili quest’anno. Per vederli occorrerà allontanarsi dalle città e raggiungere un sito poco inquinato da luci artificiali, avere un’ampia visuale priva di ostacoli, mettersi comodi e avere un po’ di pazienza. Tenete conto che gli occhi impiegano circa 30 minuti ad abituarsi al buio e solo allora sarà possibile vedere le stelle cadenti.

Sebbene riconoscere le costellazioni non sia un requisito essenziale, risulta molto utile per riuscire a orientarsi nel cielo notturno e individuare il cosiddetto radiante, il punto dal quale sembrano provenire le meteore. Il nome associato allo sciame meteorico è infatti legato alla costellazione in cui si trova il radiante. Ad esempio, lo sciame delle Orionidi può essere trovato nella direzione della costellazione di Orione.

Per ogni sciame viene indicato il periodo in cui le meteore sono visibili, con due giorni di picco nei quali si raggiunge l’apice di visibilità, dal tramonto all’alba. Quei giorni corrispondono al periodo in cui l’orbita terrestre attraversa la parte più spessa del flusso cosmico di detriti.

Nasa Astronomy Picture of the Day del 3 gennaio 2020: le Quadrantidi riprese dalla muraglia cinese. Crediti: Cheng Luo/Nasa

Ecco la breve descrizione di tutti gli sciami che incontreremo lungo il prossimo giro intorno al Sole: preparatevi un plaid e un cuscino comodo, soprattutto per la stagione estiva!

Le Quadrantidi sono visibili dal 27 dicembre al 10 gennaio, con un picco attorno al 3-4 gennaio. A differenza della maggior parte degli altri sciami meteorici, si pensa abbiano avuto origine da un asteroide (anche se il dibattito sull’origine è tuttora in corso). Le meteore tendono generalmente al colore blu e attraversano l’atmosfera terrestre ad una velocità piuttosto moderata, 150mila chilometri orari, che facilita la formazione di bolidi. Il loro nome deriva da quello del Quadrante Murale, una costellazione obsoleta che oggi fa parte di Boote, la regione dalla quale si irradiano.

Nasa Astronomy Picture of the Day del 24 aprile 2014: sciame delle Liridi nei cieli del Sud. Crediti: Yuri Beletsky (Las Campanas Observatory, Carnegie Institution).

Le Liridi sono visibili dal 15 aprile al 28 aprile, con un picco attorno al 21-22 aprile. Lo sciame è stato originato dalla cometa C/1861 G1 Thatcher, che ha un periodo di circa 415 anni. Il suo ultimo passaggio è stato nel 1861 e il prossimo appuntamento con il Sole sarà nel 2276. Questo ci fa capire che alcune meteore, che vediamo disintegrarsi nella nostra atmosfera, sono veramente molto vecchie. Il radiante è localizzato nella costellazione della Lira. Da antichi documenti cinesi, sembra che gli astronomi le avessero individuate più di 2700 anni fa. Attraversano il cielo a circa 200mila chilometri all’ora e si consumano completamente a circa 100 chilometri dalla superficie del nostro pianeta.

Le Eta Aquaridi sono visibili dal 19 aprile al 28 maggio, con un picco attorno al 6-7 maggio. Lo sciame meteorico si ritiene essere originato dalla famosa Cometa di Halley. Il nome prende origine dalla posizione del suo radiante, nei pressi della omonima stella η Aquarii della costellazione dell’Acquario. Sono tra le meteore più veloci, sfrecciando nel cielo a circa 270mila chilometri all’ora. Nell’emisfero meridionale se ne possono vedere dalle 20 alle 30 all’ora, durante il picco, mentre nell’emisfero settentrionale purtroppo se vede solo la metà.

Le Delta Aquaridi sono visibili dal 12 luglio al 23 agosto, con un picco attorno al 29-30 luglio. Probabilmente provengono dalla cometa 96P Machholz, che passa vicino al Sole ogni cinque anni. Il loro nome deriva dalla terza stella più luminosa nella costellazione dell’Acquario, la stella delta, che è il radiante dello sciame. Le sue meteore, che si aggirano tra le 10 e le 20 all’ora, sono maggiormente visibili tra le 2 e le 3 di notte. Sono meno intense rispetto ad altri sciami e si vedono meglio nell’emisfero australe.

Una meteora vista durante uno sciame delle Perseidi in Spruce Knob, W.Va. Crediti: Bill Ingalls / Nasa

Le Perseidi sono visibili dal 17 luglio al 26 agosto, con un picco attorno al 11-12 agosto. Queste meteore illuminano il cielo notturno quando la Terra incontra i frammenti lasciati dalla cometa Swift-Tuttle, che impiega circa 133 anni per orbitare attorno al Sole. Il suo ultimo passaggio nelle vicinanze è stato nel 1992 ma i detriti che vedremo illuminare i cieli estivi non saranno quelli dell’ultimo passaggio, bensì quelli lasciati intorno al 1860. Questo perché i resti della cometa impiegano parecchio tempo a posizionarsi in una zona tale da essere intercettati dalla Terra. Solitamente, durante il picco si vedono tra le 160 e le 200 scie luminose ogni ora. Questo numero così alto rende questo sciame tra i più rilevanti, in termini di osservabilità, tra tutti quelli incrociati dal nostro pianeta nel corso della sua rivoluzione intorno al Sole. Viaggiano a circa 250mila chilometri all’ora e si disintegrano a poco più di 100 chilometri dalla superficie terrestre.

Nasa Astronomy Picture of the Day del 13 dicembre 2013: Orionidi nei cieli della Turchia. Credit: Tunc Tezel/Nasa.

Le Orionidi sono visibili dal 2 ottobre al 7 novembre, con un picco attorno al 21-22 ottobre. È lo sciame gemello delle Eta Aquaridi, provenendo anch’esso dal materiale lasciato dalla cometa di Halley. Il suo nome deriva dalla posizione del suo radiante, che si trova nei pressi della costellazione di Orione. Si tratta di uno degli sciami più importanti del quarto trimestre dell’anno, con meteore che sfrecciano alla velocità di 250mila chilometri orari. Lo sciame tocca punte di 20 meteore all’ora durante il picco di attività nell’emisfero settentrionale, e di 50 in quello meridionale.

Una meteora delle Leonidi osservata del 2009. Crediti: Wikimedia Commons

Le Leonidi sono visibili dal 6 al 30 novembre, con un picco attorno al 16-17 novembre. Sono uno dei più importanti sciami meteorici, originati dalla cometa Tempel-Tuttle che orbita attorno al Sole in 33 anni. Ogni pochi decenni produce uno sciame meteorico dove si possono vedere più di 1000 meteore all’ora. L’ultima volta che le Leonidi sono state così numerose è stato nel 2002, quindi incrociamo le dita e speriamo che questo 2020 sia l’anno buono per vederle così numerose. Devono il loro nome alla posizione del radiante, nella costellazione del Leone.

Nasa Astronomy Picture of the Day dell’8 dicembre 2019: Geminidi nel cielo del Cile. Crediti: Yuri Beletsky (Carnegie Las Campanas Observatory, Twan).

Le Geminidi sono visibili dal 4 al 17 dicembre, con un picco attorno al 13-14 dicembre. Si pensa che siano generate dall’asteroide 3200 Phaethon. Sembrano partire da un radiante situato qualche grado nord/ovest di Castore, la stella alpha della costellazione dei Gemelli. Quando la Terra si trova in prossimità del nodo ascendente dell’asteroide, si possono contare circa 120 meteore ogni ora. Questo sciame si sta evolvendo in maniera molto rapida e probabilmente si estinguerà fra meno di un centinaio di anni.

Le Ursidi sono visibili dal 17 al 26 dicembre, con un picco attorno al 22-23 dicembre. È uno sciame meteorico che illumina il cielo notturno attorno al solstizio d’inverno, nell’emisfero settentrionale. Si possono vedere da 10 a 20 meteore all’ora. Sembrano irradiarsi dall’Orsa Minore e provengono dalla Cometa 8P/Tuttle.