IL CANNIBALISMO DI ANDROMEDA SU NATURE

Il mostro che dovremo affrontare

Un team di astronomi ha ricostruito gli antichi banchetti di Andromeda – la grande galassia a spirale a noi vicina, che intende fare della Via Lattea il suo prossimo pasto – trovando tracce di altre piccole galassie che avrebbe divorato forse già 10 miliardi di anni fa, quando ancora si stava formando. Tutti i dettagli sono stati pubblicati su Nature

     02/10/2019
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Andromeda ha mangiato diverse galassie più piccole, probabilmente negli ultimi miliardi di anni, lasciando i resto in grandi flussi di stelle. Crediti: Dougal Mackey, Anu

Gli astronomi hanno ricostruito il passato da cannibale della nostra vicina Andromeda, una grande galassia a spirale distante 2.5 milioni di anni luce che ora ha messo gli occhi sulla Via Lattea e intende farne il suo prossimo pasto. Il gruppo di ricerca ha scoperto che Andromeda si è già cibata di diverse galassie più piccole – probabilmente l’ultima è stata fagocitata pochi miliardi di anni fa – lasciando in giro gli avanzi dei suoi banchetti sotto forma di grandi flussi di stelle.

Dougal Mackey, il ricercatore dell’Anu Research School of Astronomy and Astrophysics che ha condotto lo studio con Geraint Lewis dell’Università di Sydney, ha affermato di aver trovato tracce molto deboli di altre piccole galassie che Andromeda avrebbe divorato forse già 10 miliardi di anni fa, quando ancora si stava formando. «La Via Lattea è in rotta di collisione con Andromeda, collisione che avverrà presumibilmente tra circa quattro miliardi di anni. Sapere che tipo di mostro abbiamo di fronte è utile per scoprire il destino finale della nostra galassia», afferma Mackey.

«Andromeda ha un alone di stelle molto più grande e più complesso della Via Lattea, indice del fatto che ha cannibalizzato molte più galassie, forse quelle più grandi». I segni degli antichi banchetti sono scritti nelle stelle in orbita attorno ad Andromeda, e per trovarli il gruppo di ricerca ha studiato proprio quelle, in particolare i densi gruppi di stelle noti come ammassi globulari.

«Tracciando i deboli resti di queste piccole galassie al cui interno erano presenti ammassi stellari», spiega Mackey, «siamo stati in grado di ricreare il modo in cui Andromeda le ha attirate e infine inglobate, in diversi momenti».

La scoperta presenta diversi nuovi misteri, con due episodi di cannibalismo galattico posizionati in due direzioni completamente diverse. «Questo fatto è molto strano e suggerisce che i pasti extragalattici siano alimentati da quella che è conosciuta come cosmic web, la ragnatela cosmica», ha affermato Lewis. Ancora più sorprendente è la scoperta che una direzione dell’antica alimentazione corrisponde a quella del piano delle satelliti, un piano sul quale sono stranamente allineate alcune galassie nane in orbita attorno ad Andromeda.

Mackey riferisce che lo studio di Andromeda ha anche permesso di comprendere il modo in cui la nostra galassia sia cresciuta e si sia evoluta per molti miliardi di anni. «Una delle nostre principali motivazioni nello studio dell’astronomia è comprendere il nostro posto nell’universo. Un modo per conoscere la nostra galassia è studiare galassie simili ad essa e cercare di capire come questi sistemi si siano formati e siano evoluti.  A volte ciò risulta essere effettivamente più semplice rispetto a guardare la Via Lattea, poiché viviamo al suo interno e questo può rendere alcuni tipi di osservazioni piuttosto difficili».

Lo studio, pubblicato su Nature, ha analizzato i dati della survey Panda (Pan-Andromeda Archaeological Survey). «Siamo archeologi cosmici» conclude Lewis, «con l’unica differenza che stiamo scavando tra i fossili di galassie morte da lungo tempo piuttosto che nella storia umana».

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