IL FENOMENO È ANCHE ALL’ORIGINE DELLE PALLASITI

Vulcani di lava metallica nel passato di Psyche

Si chiama ferrovulcanismo – un processo vulcanico in cui il magma è costituito di metallo liquido, invece che di roccia liquida – e potrebbe spiegare perché l’asteroide 16 Psyche, pur essendo ricoperto interamente di metallo, abbia una densità relativamente ridotta

     25/09/2019
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Rappresentazione artistica di 16 Psyche. Crediti: Asu/Peter Rubin

Scoperto nel 1852 da uno scienziato italiano – Annibale De Gasparis, matematico e astronomo dell’Osservatorio astronomico di Capodimonte, a Napoli – l’asteroide 16 Psyche è un mondo alquanto strano: i dati radar sembrano indicare che si tratti di un asteroide metallico – il più grande fra gli asteroidi metallici, composto prevalentemente di ferro e nickel – ma la sua densità è stimata attorno alla metà di quella che si ritrova, per esempio, in una meteorite ferrosa. Uno studio pubblicato ora su Nature Astronomy suggerisce una possibile spiegazione: a “placcare” la superficie di Psyche sarebbero state eruzioni di lava metallica. Vulcani di ferro.

All’origine della formazione degli asteroidi ricchi di metalli si ritiene che vi siano collisioni fra planetesimi primordiali: “scrostando” la maggior parte del materiale più esterno, queste collisioni si sarebbero lasciate alle spalle quasi il solo nucleo metallico, che in seguito si sarebbe poi solidificato dall’esterno verso l’interno. Nel corso di questa fase di raffreddamento, da sacche di materiale allo stato liquido – ferro, nichel ed elementi più leggeri, come lo zolfo – avrebbe potuto sgorgare in superficie una lega metallica, fluendo attraverso brecce nella roccia chiamate dicchi e rivestendo in questo modo lo strato roccioso sovrastante: un insieme di processi che prende il nome di ferrovulcanismo.

«Si tratta di un’ipotesi ancora molto nuova. Una specie di vulcanismo in cui il magma è costituito di metallo liquido, invece che di roccia liquida», spiega uno dei coautori dell’articolo, Michael Sori, del Lunar and Planetary Laboratory della University of Arizona. «La prima metà del nostro studio è più teorica: dimostriamo che il processo è praticabile. Quali fenomeni possa spiegare lo illustriamo, invece, nella seconda metà dell’articolo, offrendo due esempi: uno sono le meteoriti e l’altro è, appunto, ciò che vediamo su Psyche».

Le meteoriti alle quali fa riferimento Sori sono le cosiddette pallasiti: una miscela di materiali del nucleo e del mantello mescolati fra loro, si ritiene, da processi di ferrovulcanismo. Processi che hanno appunto origine nelle sacche di metallo liquido miscelate con lo zolfo, che essendo meno dense del materiale solido circostante generano una “pressione in eccesso” e, di conseguenza, la propagazione dei dicchi.

«I nostri calcoli suggeriscono che le eruzioni ferrovulcaniche sarebbero possibili per corpi piccoli e ricchi di metalli, in particolare per miscele ricche di zolfo e corpi il cui mantello non superi i 35 chilometri di spessore, o che comunque sia localmente assottigliato in corrispondenza di grandi crateri da impatto», conclude il primo autore dell’articolo, Brandon Johnson, della Purdue University.

La verifica dell’ipotesi del ferrovulcanismo potrebbe arrivare a breve: nel 2022 è infatti previsto il lancio di una missione della Nasa che ha come destinazione proprio l’affascinante 16 Psyche.

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