SPECIALE ECLISSI DI SOLE SUI TELESCOPI DELL’ESO

Grazie Universo!

«Scrivo questi pensieri per non perderli...» E noi li pubblichiamo per condividere un’esperienza che tutti vorremmo vivere in prima persona almeno una volta nella vita. Ecco l’imperdibile resoconto dell’eclissi di ieri a La Silla inviatoci da Anna Wolter, rappresentante per l’Italia della rete di divulgazione scientifica dell’Eso e ricercatrice Inaf

Crediti: Anna Wolter / Eso, Inaf

Il buio.

È già finito. È durato pochissimo, ma è stato impressionante.

L’inizio dell’eclissi è una cosa già vista: la Luna arriva piano piano dal basso a sinistra… Qualcuno la vede – con gli occhiali, ovviamente! – ma io no, non ancora.. È sicuro? Forse ci siamo sbagliati? E poi piano piano si alza. Il mostro che mangia la Luna. Non te ne accorgi fino a quando siamo quasi a metà se non usi gli occhialini da eclisse.

È una giornata spettacolare, fa quasi caldo (per essere inverno a 2400 metri di altezza!), non una nuvola in vista. Anche il vento, che ieri spazzava la cima della montagna, ha deciso di riposarsi, oggi.

A un certo punto la temperatura scende. Mi rimetto la giacca che avevo tolto. La Luna avanza. Sbircio in un fantastico binocolo attrezzato con filtri appositi del tipo accanto a me che gentilmente mi fa posto. Il Sole è grandissimo, la fetta mancante è buia, il bordo brilla. Poco distante un piccolo orso di peluche annuisce lentamente, dietro ai suoi occhiali scuri. Fate silenzio e guardate il Sole che scompare.

Le proviamo tutte per fotografare, ma il mio cellulare fa delle brutte foto anche nelle migliori condizioni, cosa posso sperare di ottenere qui? Giochiamo con le ombre – è bello vedere la forma dell’eclissi nell’ombra delle foglie, ma qui di foglie non ce ne sono proprio! E intanto la Luna avanza.

Rimane solo una fettina di bordo ancora illuminata. Ma a occhio nudo la luminosità del Sole è ancora abbagliante. Attendiamo tutti con ansia…

Ecco – improvvisamente la vediamo: l’ombra avanza, inghiotte la pianura, le montagne che lontane si sciolgono nelle nebbie basse, e si avvicina. Ooh – il mormorio è collettivo. Si vede Venere, qualche altro pianeta e forse qualche stella.

Eclissi del 2 luglio 2019 a La Silla. Crediti: Luciano Nicastro / Inaf

Il momento cruciale: la corona è ben visibile – avvolge il Sole come una coperta calda, uno scialle gettato intorno al collo. Penso a tutti gli esperimenti in corso, i colleghi che corrono contro il tempo per raccogliere tutti i dati possibili da questo momento fugace. Qualche anno, prima di poter riprovare l’esperimento, e il Sole sarà comunque in uno stato diverso da oggi! Auguro a tutti un grande successo, ma… soprattutto mi piace guardare, farmi prendere da questo buio strano, quasi notte, da questo anello di diamanti che appare un attimo. È troppo breve, è già passato. Vorremmo tutti tornare indietro, ripetere l’esperimento, riavvolgere la pellicola.

Scrivo questi pensieri per non perderli. Il Sole sta tornando intero, ma intanto si avvicina la sera, non fa più caldo. Tra poco sarà di nuovo buio, ma questa volta sarà notte, la notte vera.

Per fortuna lo spettacolo della Via Lattea, intersecata da ampie nebulose buie, le costellazioni di questi paesi che le vedono come grandi animali scesi ad abbeverarsi nel grande fiume della Via Lattea, ci accompagnerà ancora tra poche ore.

Grazie Universo!


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