NELL’OCCHIO DEL TELESCOPIO GANIMEDE

Ngc 6902 catturata da Speculoos

È stata questa splendida immagine della galassia a spirale, che si trova a circa 120 milioni di anni luce dalla Terra nella costellazione del Sagittario, la prima luce del nuovo “abitante” dell’osservatorio Paranal dell’Eso: l’osservatorio meridionale Speculoos

Crediti: Eso

Questa foto della settimana è un vero regalo: una “prima luce” del nuovo abitante dell’osservatorio Paranal dell’Eso, l’osservatorio meridionale Speculoos. Questo cacciatore di pianeti ha lo scopo di osservare le stelle vicine poco luminose per localizzare gli esopianeti. Altri telescopi – come il prossimo telescopio dell’Eso, l’Extremely Large Telescope (Elt) – potranno studiarli ulteriormente in più dettagli. Composto da quattro telescopi da un metro, ognuno dei quali prende il nome da uno dei satelliti galileiani di Giove, Speculoos promette di aprire nuove frontiere nella ricerca degli esopianeti.

Questa immagine, tuttavia, non è ovviamente una stella debole, ma una galassia chiamata Ngc 6902. Prima che un telescopio inizi la sua missione principale, deve passare con successo un test chiamato “prima luce”: la prima volta che viene usato per un’osservazione scientifica. Gli astronomi in genere scelgono oggetti noti per questo test iniziale delle capacità di un telescopio, che è metà dimostrazione e metà celebrazione. In questo caso, il team ha scelto Ngc 6902 come obiettivo principale per Ganimede, uno dei quattro telescopi di Speculoos.

Il risultato è questa splendida immagine della galassia a spirale, che si trova a circa 120 milioni di anni luce dalla Terra nella costellazione del Sagittario. Le braccia a spirale della galassia ruotano verso l’esterno da un centro luminoso fino a quando non si dissolvono in flussi di foschia blu al bordo della galassia. Se questo è ciò che Ganimede è in grado di produrre come prima osservazione di qualcosa per cui non è stato nemmeno progettato, potremo aspettare grandi risultati da questo strumento. Tenete d’occhio questo telescopio!

Fonte: sito web Eso