VENERDÌ 15, CONFERENZA E CONCERTO

A Napoli una serata dedicata a Galileo

Iniziativa speciale all'Osservatorio Inaf di Capodimonte per il 455esimo compleanno di Galileo Galilei e per inaugurare la serie di iniziative promosse a Napoli per celebrare i 200 anni di ricerca astronomica fatta a Capodimonte e i 20 anni di ricerca scientifica d’eccellenza dell’Inaf

     11/02/2019

Io stimo più il trovar un vero, benché di cosa leggiera, che ‘l disputar lungamente delle massime questioni senza conseguir verità nissuna”. È la laconica nota di Galileo Galilei a una sottolineatura di Tommaso Campanella sugli interessi scientifici dello scienziato pisano. Inoltre questa affermazione esprime plasticamente l’approccio all’indagine speculativa di Galileo. È la sequenza di fatti, di esperienze, di “occhi nella fronte e nel cervello” e  di dimostrazioni che trasformano le cose in nomi.

Il 15 febbraio è il 455esimo compleanno di Galileo, ma non è una ricorrenza vuota (o di circostanza, meramente formale), in quanto Galileo continua a vivere insieme alla sua grande eredità scientifica. L’Osservatorio astronomico di Capodimonte dell’Inaf gli dedica una serata speciale – Galileo e la nuova astronomia – che apre anche il ricco programma di iniziative pensato per celebrare i 200 anni di ricerca scientifica fatta dagli astronomi da Capodimonte, la terrazza di Napoli sull’universo, e i 20 anni di ricerca scientifica d’eccellenza dell’Istituto nazionale di astrofisica. «In un anno di grandi ricorrenze per il nostro Osservatorio e in generale per gli studiosi del cielo», dice Marcella Marconi, direttrice di Capodimonte, «non poteva mancare una serata dedicata a chi per primo ci ha insegnato a leggere con occhi di scienziati “questo grandissimo libro che continuamente ci sta aperto innanzi a gli occhi».

La serata sarà introdotta da una conversazione scientifica di Massimo Dall’Ora, ricercatore di Capodimonte che studia “nove stelle, novi sistemi” e che ha lavorato al progetto Vst, il telescopio napoletano in Cile. Ripercorrendo la rotta tracciata da Galileo nello studio del cosmo con l’uso del telescopio, Dall’Ora mostrerà come le innovazioni tecnologiche in campo astronomico, dai grandi telescopi terresti fino a quelli spaziali e al futuristico telescopio a tasselli dell’Eso di 39 metri di diametro, segnino traguardi straordinari nella comprensione dell’universo.

Ma il cuore della serata sarà l’azione musicale in forma di concerto: “Galileo. Infiniti novi mondi”, con musica e libretto di Federico Bonetti Amendola. Composta con la consulenza scientifica di Sara Bonechi del Museo Galileo di Firenze, l’opera musicale s’ispira alla personalità umana e scientifica di Galileo e richiama eventi e persone della vita del padre della scienza moderna. È un racconto musicale per baritono, narratore e pianoforte, con contributi d’immagini e suoni elettronici che alterna sequenze musicali, arie e narrazioni, costruite principalmente su scritti originali dell’Astronomo. Le memorie assalgono Galileo nella casa in Arcetri, carcere della sua vecchiaia e vividi sono i ricordi: la figlia Virginia e il dolore per la sua morte, la lacerante condanna all’abiura, l’aspro contrasto tra tolemaici e copernicani, la lotta tra scienza e teologia e poi le scoperte, le invenzioni, le “maravigliose osservazioni e chiare dimostrazioni”. Galileo, cieco e solo, non è disarmato; abbraccia l’universo nella sua mente e sembra presagire quei segnali estremi che oggi la scienza, anche grazie a lui, scruta nell’inarrestabile cammino verso gli “infiniti novi mondi“.

M44, la costellazione del Presepe osservata al cannocchiale da Galileo nel 1609.

«Si tratta di un’opera di teatro di narrazione musicale che rievoca alcuni eventi per me salienti della vita di Galileo, scienziato e uomo», spiega Federico Bonetti Amendola, compositore di molte partiture di successo tra cui quelle per il Festival dei Due Mondi di Spoleto, il Brighton Festival e le Panatenee Pompeiane. «Un grazie particolare», conclude Bonetti Amendola, «a Marcella Marconi e Mauro Gargano per avermi invitato a eseguire l’opera nell’Osservatorio di Capodimonte, luogo ideale per ricordare Galileo».

La serata non potrà che concludersi con le osservazioni ai telescopi della Luna e “delle stelle sia fisse che erranti” guidati dagli astronomi di Capodimonte in collaborazione con l’Unione astrofili napoletani. L’iniziativa organizzata dall’Osservatorio e dall’associazione Aer Arts con la consulenza scientifica del Museo Galileo e artistica dell’associazione Florilegium Vocis ha ricevuto il patrocinio dell’Unione astronomica internazionale.

Per partecipare: