NELLE SALE DA GIOVEDÌ 13 DICEMBRE

Conversazioni atomiche al cinema

Una dichiarazione d’amore accorata e leggera alla scienza italiana. Così descrive il suo ultimo film il regista Felice Farina. Un road movie fra laboratori e rivelatori di onde gravitazionali, con una tappa ai telescopi dell’Osservatorio astronomico di Campo Imperatore – la stazione osservativa dell'Istituto nazionale di astrofisica che sorge nel cuore del massiccio del Gran Sasso

13.12.2018

La locandina del film

Arriva nelle sale dal 13 dicembre, per iniziare un percorso che lo porterà in tante città e cinema d’Italia lungo il 2019, Conversazioni atomiche, il nuovo film documentario di Felice Farina, prodotto da Istituto Luce Cinecittà e co-distribuito da Luce e Nina Film. Un film del tutto inusuale nel panorama produttivo italiano. Un documentario con la struttura del road movie, lo spirito della commedia, gag di situazione da buddy movie, una sceneggiatura da film di conversazione e tantissimi tuffi in strepitose immagini di realtà e del passato, Conversazioni atomiche ha per protagonista un personaggio davvero rarissimo nel nostro cinema d’autore: la Scienza.

Applaudito nelle scorse settimane in importanti Festival di settore – e alla presenza di platee di specialisti – come il Festival della Scienza di Genova e il Trieste Science+Fiction Festival, Conversazione atomiche è una commedia scientifica dichiaratamente divulgativa che accompagna gli spettatori dentro i laboratori di ricerca più di avanguardia in Italia.

«Conversazioni Atomiche è una dichiarazione d’amore accorata e leggera alla scienza italiana, proposta in un’inusuale forma che fonde la commedia con il documentario». Così il regista Felice Farina descrive il docu-film con cui esplora le nuove frontiere della fisica attraverso la voce di importanti ricercatori e ricercatrici. «Il film – spiega –  è  una sorta di road movie nel quale mi affianca riluttante Nicholas Di Valerio nei panni del cine-operatore-cavia di una sfida donchisciottesca: rendere comprensibili e affascinanti argomenti come la gravità einsteiniana e la meccanica quantistica anche a chi è convinto di non capirne un accidente o, peggio, di non averne alcun bisogno».

Conversazioni Atomiche sperimenta un modello di divulgazione scientifica appassionato e personale: un road movie in una brillante chiave donchisciottesca dove lo stesso autore Felice Farina e il suo riluttante scudiero/operatore di ripresa Nicholas si intrufolano nella quotidianità di chi non smette mai di farsi domande.

Dall’acceleratore di particelle di Frascati dell’Istituto nazionale di fisica nucleare al Laboratorio nazionale del Gran Sasso, dall’interferometro Virgo all’Osservatorio astronomico di Campo Imperatore dell’Inaf, Farina con la sua telecamera si addentra nei laboratori di ricerca per «raccontare la quotidianità di chi ha scelto di dedicare la propria vita a fare domande». In un road movie che intreccia commedia, dialoghi appassionati, divagazione storica e sconfinamenti che aprono al mistero del non ancora conosciuto, il regista compie un viaggio in lungo e in largo per l’Italia e, supportato da un contrappunto inedito di filmati scientifici dell’archivio Luce, ci fa riflettere su quella sfida, tipicamente umana, di andare oltre le colonne d’Ercole «per seguir virtute e canoscenza».

Un fotogramma del film dentro la cupola dell’Osservatorio di Campo Imperatore. A sinistra, il regista Felice Farina. A destra, Andrea Di Paola, ricercatore dell’Istituto nazionale di astrofisica

Le prime “conversazioni atomiche” si svolgono nell’anello di accumulazione dei Laboratori nazionali di Frascati, dove Catalina Curceanu e Andrea Ghigo illustrano il meticoloso lavoro quotidiano per farlo funzionare e le sfide conoscitive per ampliare e consolidare la nostra conoscenza delle strutture ultime della natura. Prosegue sotto il Gran Sasso, nel più grande laboratorio sotterraneo al mondo dedicato allo studio delle astroparticelle, dove schermati da tre chilometri di montagna vengono condotti esperimenti nel silenzio cosmico a caccia della materia oscura. Ci si addentra poi nel mondo quantistico con Guglielmo Tino, nel suo laboratorio “Magia Advanced” dell’Università di Firenze, dove c’è l’orologio attualmente più preciso al mondo.

Felice Farina conversa con Adalberto Giazotto, scienziato tenace, visionario e lungimirante scomparso lo scorso anno, che ha dedicato la vita alla caccia delle onde gravitazionali e alla realizzazione del grande interferometro Virgo che – insieme a Ligo negli Stati Uniti – è stato protagonista della straordinaria scoperta dei segnali di onde gravitazionali. Si confronta con Giovanni Amelino Camelia per fare il punto sia su uno dei problemi irrisolti della fisica contemporanea – come rendere conciliabili i due pilastri su cui si fonda, le due grandi teorie, la relatività generale con la meccanica quantistica – sia sulla sfida che lo vede impegnato insieme a un pugno di pionieri in tutto il mondo: scoprire e descrivere la “gravità quantistica”, il Graal della fisica.

E dopo una notte trascorsa a 2200 metri di quota nell’Osservatorio astronomico di Campo Imperatore (AQ) dell’Istituto nazionale di astrofisica, assieme agli astronomi Andrea Di Paola e Alessio Giunta, la conclusione del film è affidata alla conversazione con il neuroscienziato milanese Marcello Massimini sul tema della coscienza e come misurarla grazie all’approccio basato sulla teoria dell’informazione integrata di Giulio Tononi.

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