LA SONDA È PRONTA A PARTIRE PER LA BASE DI LANCIO

Semaforo verde per BepiColombo

Autorizzato per fine aprile il trasferimento dal centro scientifico e tecnologico dell’Agenzia spaziale europea (Esa), nei Paesi Bassi, alla base di lancio europea di Kourou, nella Guyana francese

Rappresentazioni artistiche della missione. Crediti: Esa/Atg Medialab

Si avvicina il momento del lancio per la prima missione europea per Mercurio, BepiColombo: è stato autorizzato per fine aprile il trasferimento dal centro scientifico e tecnologico dell’Agenzia spaziale europea (Esa) nei Paesi Bassi, alla base di lancio europea di Kourou, nella Guyana francese. Il lancio è previsto a partire dal 5 ottobre, con una finestra che si estende fino al 29 novembre.

La missione, il cui nome è un tributo al matematico, fisico, astronomo e ingegnere Giuseppe Colombo, detto Bepi, è frutto di una collaborazione tra l’Esa e l’Agenzia spaziale giapponese (Jaxa). È fortemente coinvolta anche l’Italia, con l’Agenzia spaziale italiana (Asi) e l’industria, che vede la Thales Alenia Space (Thales – Leonardo) alla guida di 35 aziende europee. La partecipazione italiana include anche strumenti a guida Inaf o con forte partecipazione Inaf.

«Arrivare fin qui è stato un percorso lungo e talvolta difficile, e c’è ancora molto da fare fino a quando non saremo pronti al lancio», ha detto Ulrich Reininghaus, responsabile del progetto BepiColombo per l’Esa, «ma siamo estremamente lieti di portare quello che abbiamo preparato al sito di lancio e sono grato a tutti coloro che lo hanno reso possibile», ha aggiunto, spiegando che intanto continueranno i test di lancio «per essere preparati al meglio al viaggio».

Timeline della missione BepiColombo (fonte: Esa)

Una volta a Kourou, saranno necessari ancora sei mesi per preparare il satellite, composto da tre moduli e da uno scudo solare, a un viaggio di sette anni che lo condurrà verso la regione più interna del nostro sistema planetario, vicinissimo al Sole.

La missione prevede il lancio di due sonde destinate a entrare nell’orbita del pianeta: la prima, dell’Esa, si chiama Mpo (Mercury Planetary Orbiter), la seconda è la giapponese Mmo (Mercury Magnetospheric Orbiter). Viaggeranno in coppia, collegate dal modulo europeo Mtm (Mercury Transfer Module), per studiare l’origine e l’evoluzione di Mercurio e il suo campo magnetico.

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