CIRCONDATA DA POLVERI E GAS

La stella che manda in fumo i suoi pianeti

La giovane stella RZ Piscium, a 550 anni luce di distanza nella costellazione dei Pesci, sembra avere distrutto uno o più pianeti giganti gassosi nella sua orbita, dando origine a dense nubi che ne oscurano la luce

Un’illustrazione dell’Osservatorio per raggi X Xmm-Newton dell’Agenzia spaziale europea (Esa) in orbita sopra la Terra. Crediti: Esa

Twinkle twinkle little star, how I wonder what you are… Nessun infante da addormentare per Kristina Punzi, studentessa di dottorato al Rochester Institute of Technology a New York, Usa, bensì il desiderio di svelare il mistero celato da RZ Piscium, una stellina nella costellazione dei Pesci a 550 anni luce di distanza che sberluccica in maniera alquanto anomala.

Punzi ha condotto uno studio assieme a colleghi statunitensi, pubblicato su Astronomical Journal, secondo cui gli imprevedibili episodi di affievolimento della stella sarebbero dovuti a dense nubi di polvere e gas in orbita attorno a essa. Un fatto già ipotizzato da altri studiosi, ma, grazie a nuove osservazioni realizzate con l’osservatorio spaziale Xmm-Newton dell’Esa, il telescopio Shane presso il Lick Observatory in California e il telescopio Keck alle Hawaii, il gruppo americano ha ora in mano elementi per dire che tali nubi oscuranti provengano dalla frantumazione di uno o più grandi pianeti.

Il punto principale è che finora non si riusciva a stabilire che tipo di stella fosse RZ Piscium. L’astro produce una grande quantità di radiazione infrarossa, corrispondente a circa l’otto per cento della luminosità totale, un livello molto più alto di quello solare e riscontrato solo in una manciata di stelle vicine tra le migliaia studiate approfonditamente negli ultimi 40 anni.

Un tale livello di radiazione infrarossa implica la presenza di un’enorme quantità di polvere calda attorno alla stella. Alcuni gruppi di ricerca avevano ricondotto l’abbondanza di polveri ai frequenti impatti che avverrebbero in una cintura di asteroidi orbitante una giovane stella simile al Sole. Altri ricercatori sostenevano che si trattasse di una stella vecchia, giunta ormai alla fase di gigante rossa, spazzando via tutti i suoi pianeti più interni nell’estrema inflazione.

Kristina Punzi, Rochester Institute of Technology

«Anche se ci potrebbero essere altre spiegazioni, noi riteniamo che questo materiale potrebbe essere stato prodotto della distruzione di massicci corpi orbitanti vicino alla stella», commenta Punzi.

Gli autori del nuovo studio hanno infatti appurato che RZ Piscium ha un’emissione in raggi X mille volte più intensa di quella solare, un livello energetico ascrivibile solamente a una stella nelle prime fasi di vita. Dalla temperatura superficiale di circa 5300 gradi e dagli alti livelli di litio, gli autori del nuovo studio hanno calcolato che la stella deve avere un’età compresa tra 30 e i 50 milioni di anni (per confronto, il nostro Sole ha circa 5 miliardi di anni). Giovane, dunque, tuttavia non così giovane da giustificare la permanenza di un disco protoplanetario di polveri e gas tipico delle stelle appena nate. Le stelle simili al Sole, infatti, vedono dissolversi questa culla di pianeta in pochi milioni di anni dopo la loro accensione.

Crediti: Goddard Space Flight Center Nasa/CI Lab

I ricercatori hanno potuto inoltre osservare che la polvere, con una temperatura attorno ai 230°C, è accompagnata da una sostanziosa quantità di gas. Parte di tale materiale fluisce ricade verso la stella, mentre altro se ne allontana. La migliore spiegazione per rendere conto di tutti i dati disponibili, dicono i ricercatori, è che la stella sia circondata da detriti lasciati da una catastrofe di proporzioni planetarie.

È possibile che la forza di gravità della stella abbia strappato materiale da un vicino oggetto di dimensioni sub-stellari, oppure da un pianeta gigante, producendo flussi intermittenti di gas e polveri. Un’altra possibilità è che uno o più pianeti massicci nel sistema, ricchi di gas, abbiano subito una disastrosa collisione in un passato astronomicamente recente.

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