VENERDÌ 15 SETTEMBRE IL TUFFO SU SATURNO

Nature Astronomy dedica un numero a Cassini

Per celebrare il Grand Finale della sonda Nasa, la rivista dedicata all’astronomia del gruppo Nature ha invitato 12 scienziati della missione e un editor a commentare altrettante immagini. Fra loro anche Gianrico Filacchione dell’Inaf Iaps di Roma, la cui scelta è caduta sulla celebre “ll giorno in cui la Terra sorrise”

Crediti: Nasa / Jet Propulsion Laboratory-Caltech

Ideata 35 anni fa, in volo da 20 anni, giunta in orbita attorno a Saturno da 13, dove da allora ha compiuto quasi 300 orbite del pianeta, e macinato oltre 7.8 miliardi di km. Stiamo parlando di Cassini, una missione Nasa-Asi-Esa che in 13 anni di attività scientifica – come riassume l’infografica qui a fianco – ha eseguito 2.5 milioni di comandi, scoperto 6 nuove lune, raccolto 635 GB di dati grazie ai quali le scienziate e gli scienziati delle 27 nazioni che vi hanno preso parte sono riusciti a pubblicare circa 4mila articoli scientifici. E prodotto ben 450mila immagini.

Immagini fra le quali la rivista Nature Astronomy – che per celebrare l’avvicinarsi dell’ultimo atto della missione, un tuffo senza ritorno nell’atmosfera di Saturno, in programma per il prossimo 15 settembre alle 14:04 ora italiana, le ha dedicato il numero odierno – ha chiesto a 12 scienziati della missione e a un editor d’indicare e commentare quella ritenuta più significativa. Fra di loro c’è anche Gianrico Filacchione dell’Inaf Iaps di Roma, la cui scelta è caduta sul celebre “scatto” (ne parlammo all’epoca anche su Media Inaf) del 19 luglio 2013, “ll giorno in cui la Terra sorrise” (The Day the Earth Smiled).

“ll giorno in cui la Terra sorrise” (The Day the Earth Smiled), l’immagine scelta da Gianrico Filacchione (cliccare per ingrandire). Crediti: Nasa/Jpl-Caltech/Ssi

«Il primo agosto scorso, quando gli editor di Nature Astronomy mi hanno contattato per commentare la mia immagine preferita trasmessa dalla sonda Cassini, ho scelto questa perché mostra gran parte del sistema di Saturno da una vista inusuale», spiega Filacchione a Media Inaf. «L’immagine è stata infatti ripresa mentre la sonda si trovava nel cono d’ombra del pianeta e ci permette di osservare gli anelli controluce. In questa visuale viene esaltata la presenza dei grani di ghiaccio e pulviscolo più piccoli e rarefatti che formano un alone attorno al pianeta e che normalmente non si osservano in luce riflessa. Vedendo questo spettacolo come fanno a non tornare in mente le profetiche parole scritte da Arthur C. Clarke: “It’s all a dream, a thing like that can’t be real”. Inoltre un piccolo puntino luminoso (indicato nell’immagine) è la Terra, distante quasi 1.4 miliardi di km».

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