LA SONDA NASA È RIEMERSA INTEGRA

Cassini spericolata, mai così vicina a Saturno

Si è tuffata a volo radente attorno al pianeta, passando nello stretto varco tra l’atmosfera e il bordo più interno degli anelli. Le immagini che ha inviato a Terra sono le più ravvicinate mai ottenute. Prossima immersione il 2 maggio

In azzurro le 22 orbite del Grand Finale di Cassini; in arancio l’ultima orbita parziale seguita dalla sonda fino al 15 settembre 2017, quando brucerà nell’atmosfera di Saturno. Crediti: NASA/JPL-Caltech

Nella mattinata del 27 aprile la sonda Cassini è felicemente riemersa dal primo tuffo spericolato nella sottilissima fessura, larga meno di 2500 km, che separa l’atmosfera di Saturno dai suoi anelli. Un’orbita eccentrica – la prima delle 22 previste nel Grand Finale della missione – ha portato la navicella più vicino a Saturno di qualunque altro veicolo spaziale.

Durante il sorvolo ravvicinato, Cassini si è trovata ad appena 3mila km sopra lo strato di nubi che avvolge Saturno, di cui ha già spedito a Terra alcune fugaci immagini, mentre il bordo dell’anello più interno scorreva a soli 300 km di distanza dalla sonda.

Immagine non processata dell’atmosfera di Saturno ripresa dalla sonda Cassini durante il primo sorvolo ravvicinato dei 22 previsti per la parte finale della misisone. Crediti: NASA/JPL-Caltech/Space Science Institute

Gli scienziati non avevano certezza che quella piccola “zona franca” fosse effettivamente abbastanza sgombra in modo da non costituire pericolo per la sonda, ma le previsioni rassicuravano sul fatto che eventuali detriti presenti non sarebbero stati più grandi di particelle di fumo. Tuttavia, alla velocità di 124mila km/h a cui Cassini ha percorso lo stretto corridoio, anche particelle così piccole avrebbero potuto danneggiare il satellite.

Come misura precauzionale, la sonda ha usato la sua antenna ad alto guadagno per le telecomunicazioni a mo’ di scudo, orientandola in direzione dell’anello, da cui potevano provenire eventuali particelle. Cassini ha quindi potuto ricontattare la Terra solo 20 ore dopo il passaggio ravvicinato, iniziando a scaricare i dati scientifici nel mentre ottenuti.

Il prossimo tuffo è previsto a breve, il 2 maggio. Stay tuned!