SI ALLUNGA LA LISTA DELLE “MAMME SPAZIALI”

Fiocco rosa per AstroSamantha

È uscita oggi sulla stampa la notizia della nascita, risalente novembre scorso, della primogenita di Samantha Cristoforetti, prima astronauta italiana ad abitare la Stazione Spaziale Internazionale con la storica missione Futura

     03/01/2017

Samantha Cristoforetti a bordo della Stazione Spaziale Internazionale. Crediti: ESA

Fino a ieri era per tutti AstroSamantha, al secolo Samantha Cristoforetti, astronauta italiana dai numerosi primati. Giusto per citarne un paio: prima donna italiana tra gli equipaggi dell’Agenzia Spaziale Europea, prima astronauta donna ad abitare la Stazione Spaziale Internazionale per il tempo record di 199 giorni. La notizia di oggi è che Samantha è diventata mamma a novembre scorso, e dunque la donna che ha ispirato nuove generazioni di scienziate e astronaute viene immediatamente ribattezzata AstroMamma.

Ma quanto è eccezionale questo traguardo, da arrivare a spazzar via in un attimo tutti gli altri successi della nostra Samantha nazionale? Sono in tutto sessanta, a oggi, le donne che hanno preso parte a missioni spaziali (su un totale di 537 esseri umani che hanno volato nello spazio). Tra queste, la prima “mamma spaziale” è Anna Lee Fisher, astronauta statunitense, che nel 1984 ha partecipato a una missione a bordo dello Space Shuttle Discovery, dopo aver messo al mondo, nel 1983, la prima delle sue due figlie.

Anche Valentina Tereskova, prima donna in assoluto nello spazio con la missione Vostok 6 del 1963, è diventata mamma un anno dopo la sua grande impresa spaziale, per la quale, fortunatamente, continua ad essere ricordata. Un altro caso particolare è quello di Shannon Lucid, prima donna a volare in una stazione spaziale, prima astronauta americana per record di permanenza nello spazio (188 giorni sulla Mir nel 1996), prima donna a partecipare a ben 5 missioni spaziali nel corso della sua vita. Quando Shannon venne selezionata come astronauta nel 1978, uno degli argomenti più toccati dalla stampa fu come avrebbe conciliato la sua maternità con il suo lavoro. A quanto pare ci è riuscita egregiamente.

Insomma, il numero di donne e madri che hanno dedicato la propria vita all’esplorazione dello spazio è senza dubbio in crescita, e i nostri auguri vanno a Samantha Cristoforetti e alla sua bambina. Con la speranza che, in un futuro non troppo remoto, siano le loro grandi conquiste spaziali, più che la maternità, ad attirare l’attenzione mediatica.


Aggiornamento del 05/01/2017: essendo sorti dubbi sull’esatto nome della bambina inizialmente riportato dalle agenzie, in attesa di ulteriori conferme lo abbiamo tolto.