A SEGUITO DELLE SCOSSE DEL 24 AGOSTO

Sisma, danni all’Osservatorio di Teramo

Ordinato lo sgombero del Centro di calcolo dell’Osservatorio astronomico di Teramo dell'INAF, che si trova a soli 30 km di distanza dall’epicentro del terremoto. Nessun danno, invece, per i due edifici che erano stati messi in sicurezza dopo il sisma del 6 aprile 2009

Il Centro di calcolo dell'INAF di Teramo dopo il sisma

Il Centro di calcolo dell’INAF di Teramo dopo il sisma

A seguito del forte sisma si è verificato nella zona di Amatrice la notte tra il 23 ed il 24 agosto, anche l’INAF ha subito alcuni danni. In particolare a Teramo, a soli 30 km di distanza dall’epicentro del terremoto più intenso, il Centro di calcolo (CED) dell’Osservatorio astronomico ha riportato serie lesioni.

Il Provveditorato alle opere pubbliche, prontamente interessato già nella mattina del 24 agosto, ha effettuato due sopralluoghi e, vista la serietà della situazione, ha deciso di richiedere l’intervento dei Vigili del Fuoco per valutare la stabilità della struttura. A seguito di quest’ultimo sopralluogo, avvenuto il 29 agosto, il Sindaco del Comune di Teramo ha ordinato lo sgombero della struttura e la pianificazione e la realizzazione delle opere per la messa in sicurezza.

Un dettaglio dei danni riportati dalla struttura

Un dettaglio dei danni riportati dalla struttura

Gli altri due edifici che compongono il complesso dell’Osservatorio di Teramo (Palazzina Cooke, dov’è ospitato l’omonimo telescopio, e Palazzina Uffici), che risultarono lesionati duranti il sisma avvenuto a L’Aquila il 6 Aprile 2009, non hanno riportato danno alcuno grazie agli eccellenti lavori di messa in sicurezza e ripristino che sono stati effettuati negli ultimi anni.

Il personale dell’Osservatorio è impegnato nello spostamento delle attrezzature e nella realizzazione di tutti gli interventi necessari per garantire il funzionamento di tutte le infrastrutture di calcolo, nonché nella ricollocazione all’interno degli altri edifici dell’Istituto delle unità di personale i cui uffici si trovavano nel Centro di Calcolo.

«Il CED rappresenta circa il 25 percento dell’area dell’Osservatorio, e oltre ai server per le attività di networking e calcolo ospita anche il 25 percento del personale», ricorda il direttore dell’Osservatorio, Roberto Buonanno. «Voglio sottolineare la usuale disponibilità del personale anche in quest’occasione, con cinque persone che si devono spostare, insieme a tutto il Centro di calcolo. Naturalmente una situazione provvisoria, alle quale bisognerà porre riparo».

Fonte: Media INAF | Scritto da Redazione Media Inaf