CONTRATTO RECORD PER L’ASTRONOMIA DA TERRA

E-ELT, all’Italia commessa da 400 milioni

Firmato oggi all’ESO il contratto per la costruzione della cupola e della struttura meccanica di supporto dello European Extremely Large Telescope. La commessa è stata assegnata al consorzio di Società italiane ACe. Stefania Giannini: “Un riconoscimento alle nostre eccellenze nell’industria e nella scienza”

I partecipanti alla firma dello storico accordo. Crediti: ESO

I partecipanti alla firma dello storico accordo. Crediti: ESO

Va all’Italia la più grande commessa mai assegnata per un progetto di Astronomia da Terra: è stato firmato oggi, presso la sede dell’European Southern Observatory (ESO), il contratto dall’importo complessivo di circa 400 Milioni di Euro per la costruzione della cupola e della struttura meccanica di supporto del telescopio E-ELT (European Extremely Large Telescope) che con il suo specchio principale di 39 metri di diametro, sarà il più grande telescopio ottico/infrarosso mai costruito. La commessa è stata assegnata al consorzio di Società italiane ACe, composto da Astaldi, Cimolai ed EIE group subcontractor nominato.   Il telescopio E-ELT è anche frutto dell’intellettualità scientifica e tecnologica sviluppata all’interno dell’Istituto Nazionale di Astrofisica, consolidata nel Paese attraverso un continuo coinvolgimento dell’Industria nazionale.

L’INAF, che secondo le più autorevoli classifiche internazionali è fra i più prestigiosi Istituti di Ricerca al mondo, genera anche con E-ELT – ma non solo – notevoli ritorni industriali per il Paese.   Negli ultimi quindici anni si stima che le commesse acquisite dall’industria nazionale per la realizzazione delle più prestigiose Infrastrutture astronomiche internazionali abbiano raggiunto la cifra di circa 800 Milioni di Euro. Tutto questo non avviene per caso, ma è frutto delle capacità dell’INAF di sviluppare al suo interno tecnologie di avanguardia e di trasferirne all’industria nazionale  il know-how.

“Se è vero che la politica dell’ESO è basata su un principio di fair return, cioè  un equo ritorno sia scientifico che economico per i Paesi membri, è anche vero che non si tratta di un principio garantista”,  afferma Nicolò D’Amico, Presidente dell’INAF.  “In sostanza, in ESO vince il migliore, e il tasso di utilizzo italiano dei telescopi dell’ESO e il ritorno industriale per il Paese hanno raggiunto ormai valori di assoluto primato”, continua D’Amico.

Per il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Stefania Giannini, “oggi nella prestigiosa sede dell’ESO festeggiamo un altro successo della ricerca pubblica e dell’eccellenza industriale italiana in Europa. Con l’assegnazione del contratto per realizzare la struttura meccanica e la cupola del telescopio europeo estremamente grande (EELT) l’Italia conferma la sua capacità di leadership in settori scientifici di alta tecnologia che puntano lo sguardo a mondi da sempre di grande fascino per l’umanità. Una sfida – aggiunge il Ministro Giannini – vinta grazie a una positiva e attiva alleanza tra una ricerca di qualità, da noi sostenuta non solo economicamente, e imprese italiane dinamiche, solide e di livello internazionale. Il Programma Nazionale della Ricerca da 2,5 miliardi rappresenterà un acceleratore e un moltiplicatore di opportunità anche in altri ambiti, incoraggiando l’interazione positiva tra pubblico e privato”.

Il contratto è stato siglato dal Direttore Generale di ESO Tim de Zeeuw, dal presidente di Astaldi, Paolo Astaldi e dal presidente di Cimolai, Luigi Cimolai. Alla cerimonia della firma erano presenti il Ministro dell’Istruzione, Università e della Ricerca, On. Stefania Giannini, il Console Generale d’Italia a Monaco Renato Cianfrani, il presidente del Council di ESO Patrick Roche e i delegati italiani al Council di ESO, ovvero il Presidente dell’Istituto Nazionale di Astrofisica, Nicolò D’Amico, e Matteo Pardo, Addetto scientifico presso l’Ambasciata Italiana a Berlino, oltre al presidente di EIE Gianpiero Marchiori e altri rappresentanti del consorzio.

La progettazione esecutiva di questi due mastodontici componenti del futuro super telescopio è dunque conclusa. Il contratto comprende la progettazione, la realizzazione, il trasporto, la costruzione, l’assemblaggio sul sito dove sarà collocato E-ELT e la verifica finale della cupola e della struttura meccanica del telescopio. La realizzazione di queste due strutture è una vera e propria sfida ingegneristica, che vedrà la realizzazione di una cupola del diametro di 80 metri completamente rotante che avrà una massa complessiva di circa 5000 tonnellate, ma anche la montatura del telescopio e la struttura dove verranno alloggiate le sue ottiche, con una massa complessiva movimentabile di oltre 3000 tonnellate. Per dare un’idea delle dimensioni complessive di E-ELT, l’altezza complessiva della sua struttura, pari a circa 90 metri, è quella di un palazzo di 30 piani e la superficie della sua pianta è circa quella di un campo da calcio.

Il telescopio è in fase di costruzione sul Cerro Armazones, sulle Ande cilene, a una quota di 3000 metri e a circa 20 chilometri di distanza dall’Osservatorio del Paranal dell’ESO. Le opere per la realizzazione della strada di servizio e di livellamento del sito dove si ergerà E-ELT sono state completate e l’avvio dei lavori per la costruzione della cupola è previsto per il 2017.

L’Italia partecipa all’ESO come membro attraverso il Ministero degli Affari Esteri che delega la rappresentanza nazionale al Presidente in carica dell’Istituto Nazionale di Astrofisica. All’INAF compete il coordinamento della policy nazionale per l’astrofisica e lo sviluppo delle attività di ricerca e sviluppo in questo settore. L’INAF finanzia le attività di la partecipazione al progetto E-ELT di ESO attraverso un finanziamento del MIUR  che si aggiunge  alla quota statutaria in carico al MAECI,   e promuove la partecipazione dell’industria italiana alle diverse fasi di sviluppo e costruzione delle infrastrutture.