QUANDO LA ZONA ABITABILE S’ESTENDE

Stella vecchia fa buon brodo (primordiale)

Uno studio della Cornell University si mostra ottimista sulla possibilità di trovare condizioni compatibili con la vita attorno a stelle giunte alla fase finale della loro evoluzione: stelle vecchie e rosse, dunque, com’è destinato a diventare il nostro Sole

Le normali stelle gialle, come il nostro Sole, diventano giganti rosse dopo diversi miliardi di anni. Quando questo accade, la zona abitabile planetaria si sposta. Ed è proprio loro che gli autori dello studio stanno cercando

Le normali stelle gialle, come il nostro Sole, diventano giganti rosse dopo diversi miliardi di anni. Quando questo accade, la zona abitabile planetaria si sposta. Ed è proprio sulle loro tracce che si sono messi gli autori di questo studio. Crediti: Cornell University

Come agenti immobiliari alle prese con lunghi elenchi di annunci, gli astronomi della Cornell University si sono messi a caccia di pianeti extrasolari abitabili cercandoli fra quelli che prosperano nei dintorni di vecchie giganti rosse. Inseguono la presenza di questi mondi promettenti rovistando nella cosiddetta “fascia d’abitabilità”: quella regione attorno a una stella nella quale i pianeti possono presentare acqua allo stato liquido in superficie, e tracce di vita abbiano la possibilità di venire rilevate a distanza dai telescopi.

«Quando una stella invecchia e aumenta di luminosità, la zona abitabile si sposta verso l’esterno, offrendo così una seconda opportunità al sistema planetario», dice Ramses Ramirez, ricercatore presso la Cornell University. Ramirez e Lisa Kaltenegger – lei pure della Cornell, dove dirige il Carl Sagan Institute – hanno firmato assieme uno studio, appena pubblicato su ApJ, nel quale propongono un modello che calcola la posizione delle zone abitabili attorno a stelle mature e la durata della permanenza, in esse, d’eventuali pianeti.

«Molto tempo dopo che il nostro giallo sole si sarà espanso fino a diventare una gigante rossa, trasformando la Terra in un deserto sfrigolante, ci saranno ancora regioni del nostro sistema solare – così come di altri sistemi solari – nelle quali la vita potrebbe svilupparsi», spiega Kaltenegger.

In base alla massa originale della stella, lune e pianeti possono aggirarsi lungo la fascia abitabile d’una gigante rossa anche per 9 miliardi di anni. La Terra, per esempio, risiede in zona abitabile da circa 4,5 miliardi di anni, durante i quali ha brulicato in essa ogni possibile forma di vita. Ma nel giro di qualche miliardo di anni il Sole diventerà anch’esso una gigante rossa, inghiottendo Mercurio e Venere, trasformando la Terra e Marte in pianeti rocciosi sfrigolanti, e scaldando quei mondi lontani – come Giove, Saturno, Nettuno e le loro lune – che verranno a trovarsi in quella che sarà la nuova zona abitabile.

«Per stelle come il nostro Sole ma più vecchie, questi pianeti “scongelati” potrebbero rimanere al caldo anche per mezzo miliardo di anni. Una quantità di tempo non piccola», osserva Ramirez.

«In un lontano futuro, mondi come questi potrebbero diventare abitabili, attorno a piccoli soli rossi, per miliardi di anni, e forse anche dare origine alla vita, proprio come è accaduto sulla Terra. Questo mi rende molto ottimista sulle possibilità di vita nel lungo periodo», conclude Kaltenegger.

Per saperne di più:

Guarda quest’intervista di INAF-TV a Lisa Kaltenegger (con sottotitoli in italiano):

Fonte: Media INAF | Scritto da Redazione Media Inaf