IL PREMIO AGLI SCIENZIATI DI LIGO/VIRGO

Un’onda da tre milioni di dollari

Un milione ai tre fondatori di LIGO: Ronald Drever, Kip Thorne e Rainer Weiss. Gli altri due da dividersi equamente fra i 1012 membri della collaborazione che ha rivelato per la prima volta le onde gravitazionali, fra i quali Marica Branchesi: «A casa arrivano sia a me che al mio compagno, e direi che se li merita anche il nostro bimbo Diego, di quasi un anno, che sente parlare da mesi e mesi di onde gravitazionali e buchi neri»

Kip Thorne, uno dei tre fondatori di LIGO premiati. Crediti: Kanijoman/Flickr

Kip Thorne, uno dei tre fondatori di LIGO premiati. Crediti: Kanijoman/Flickr

Il Comitato di selezione del Breakthrough Prize in Fundamental Physics ha annunciato oggi l’attribuzione di un premio speciale agli scienziati e agli ingegneri che hanno contribuito alla storica rilevazione delle onde gravitazionali resa nota al mondo  l’11 febbraio scorso.

Lo Special Breakthrough Prize è un premio che può essere conferito in qualsiasi momento come riconoscimento per risultati scientifici straordinari. Il premio, che ammonta in totale a 3 milioni di dollari, sarà assegnato in parte ai tre fondatori di LIGO e in parte agli scienziati della collaborazione.

I tre fondatori del Laser Interferometer Gravitational-Wave Observatory (LIGO), ai quali spetta un milione di dollari da dividersi equamente, sono i fisici Kip Thorne e Ronald Drever del Caltech e Rainer Weiss del MIT. I restanti due milioni di dollari andranno invece ai 1012 ricercatori delle collaborazioni LIGO e Virgo che hanno contribuito all’esperimento, compresi tutti i 1005 autori dell’ormai storico articolo che descrive la scoperta.

La ricercatrice Marica Branchesi (Univ. Urbino/INFN/INAF)

La ricercatrice Marica Branchesi (Univ. Urbino/INFN/INAF), insieme al suo compagno fra i vincitori dello Special Breakthrough Prize

La lista completa in ordine alfabetico, da “B. P. Abbott” a “J. Zweizig”, è disponibile in rete sul sito del premio. Tanti i cognomi italiani, per lo più dell’INFN, fra il migliaio di ricercatrici e ricercatori in elenco. E tra loro c’è anche Marica Branchesi (nella foto qui a fianco), astrofisica all’Università di Urbino e all’INFN di Firenze, nonché più volte ospite di Media INAF e di INAF-TV. «L’ho appena letto in rete», ha dichiarato a Media INAF pochi istanti fa, quando l’abbiamo raggiunta per un commento, «e sono contenta che qualcuno riconosca il grande lavoro di un’intera collaborazione. È un bel messaggio, e mi auguro che possa stimolare finanziamenti alla ricerca anche in Italia».

Ma come pensa di godersi la sua fetta di premio? «Mah, forse qualche viaggio di lavoro… A casa arrivano sia a me che al mio compagno, entrambi co-autori dell’articolo. E direi che se li merita anche il nostro bimbo Diego, di quasi un anno, che sente parlare da mesi e mesi di onde gravitazionali e buchi neri».