L’OBIETTIVO È IL FLYBY SU TITANO DEL 4 APRILE

Manovre coreografiche per Cassini

La sonda, in orbita dal 2004 intorno al gigante ad anelli, sta effettuando una serie di manovre propulsive in attesa del gran finale previsto per il 2017

     26/01/2016
Crediti: NASA/JPL

Crediti: NASA/JPL

Il 2016 sarà l’ultimo anno di attività di una gloriosa carriera per Cassini. E sarà un anno completo: 12 mesi quasi interi. La sonda NASA, ESA ed ASI è infatti entrata in una nuova fase della sua missione, effettuando una “coreografia orbitale” che ha lo scopo di inclinarne l’orbita al di fuori del piano degli anelli di Saturno.

La seconda delle cinque manovre propulsive programmate è stata effettuata sabato scorso. Ognuna di esse è propedeutica a una successiva ‘fionda gravitazionale’ di Titano che servirà a modificare l’orbita di Cassini, portandola a un’inclinazione maggiore rispetto al piano equatoriale di Saturno. In questo modo la velocità orbitale della sonda intorno a Saturno è stata di 6,8 metri al secondo. Le prossime manovre sono schedulate per Il 1 febbraio, con un cambiamento di velocità di 774 metri per secondo, e per il 25 marzo: quest’ultima sarà preparatoria per il fly-by di Titano del 4 aprile.

«Il nostro obiettivo è quello di portare Cassini a una precisa altitudine/latitudine in un tempo specifico sopra Titano – ha commentato Earl Maize, project manager di Cassini al Jet Propulsion Laboratory della NASA – e queste grandi manovre propulsive ci portano dritti all’obiettivo».

Cassini non farà più ritorno in un’orbita vicina al piano degli anelli di Saturno. Il team della sonda sta aumentando lentamente l’inclinazione del percorso rispetto all’equatore di Saturno per preparare Cassini al momento finale della sua carriera.

A fine novembre 2016 la sonda aumenterà gradualmente l’inclinazione della sua orbita, portandosi sempre più al di sopra dei poli di Saturno: questa fase è denominata dagli scienziati ‘F-Ring orbit’. Successivamente Cassini sonda si tufferà immergerà attraverso gli anelli interni di Saturno ben 22 volte, per poi tuffarsi definitivamente – a settembre 2017 – nell’atmosfera del gigante ad anelli.

Lanciata nel 1997 da Cape Canaveral, la missione Cassini-Huygens ha raggiunto Saturno nel 2004, inserendosi in orbita il 1° luglio 2004. Da allora sono passati oltre undici anni, contro i quattro di durata nominale del progetto. Lo studio di Saturno e del suo sistema di satelliti ed anelli è un elemento cardine per la decodifica di alcuni dei processi primari dell’evoluzione di un sistema planetario ed in particolare di quello che è il più complesso dei pianeti gassosi. La missione Cassini con i suoi strumenti scientifici sta consentendo di approfondire la conoscenza della composizione, della struttura e delle proprietà fisiche e dinamiche dei corpi che costituiscono il sistema di Saturno.

Fonte: Agenzia Spaziale Italiana