PREMIO GALILEO PER LA DIVULGAZIONE SCIENTIFICA

L’insostenibile leggerezza dell’intuizione

Selezionata oggi 15 gennaio, a Padova, la cinquina che andrà in finale: Umberto Bottazzini, Dario Bressanini con Beatrice Mautino, Paolo Gallina, Till Roenneberg e Lucia Votano. L'opera vincitrice, scelta da una giuria popolare, verrà annunciata il 6 maggio

15.01.2016

Come ogni anno in questo periodo, si è svolta a Padova, presso il Centro culturale Altinate San Gaetano, la selezione della cinquina finalista al Premio letterario Galileo per la divulgazione scientifica, arrivato alla sua decima edizione, promosso e sostenuto dal Comune di Padova.

E, come ogni anno, siamo indotti a riflettere su quali siano le caratteristiche che fanno di un libro divulgativo un testo di valore. La correttezza scientifica innanzitutto e, ovviamente, un linguaggio scorrevole e comprensibile. È una giuria “tecnica”, infatti, presieduta da Paolo Crepet e composta da professionisti e comunicatori della scienza, quella che ha scelto, tra più di settanta titoli, i 5 libri finalisti. Tra gli undici giurati anche due rappresentanti dell’Astrofisica: Patrizia Caraveo direttrice dell’INAF-IASF di Milano e Massimo Turatto direttore dell’INAF di Padova.

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La cinquina dovrà essere letta e discussa dalla giuria di studenti da tutto il territorio nazionale: vi sarà, infatti, una classe per ogni provincia italiana individuata fra le quarte della Scuola Superiore di secondo grado. Sarà questa giuria a scegliere il libro che il prossimo 6 maggio riceverà il Premio Galileo 2016 in una cerimonia presso il Palazzo della Ragione di Padova.

Abbiamo ascoltato i pareri dei giurati cercando di rispondere alla nostra domanda iniziale: cosa rende di valore un libro di divulgazione scientifica?

Una possibile risposta viene da quanto detto da uno dei giurati, Paola Manni, che citando un brano da “La lingua della scienza nell’Italia pre-unitaria” della collega linguista Maria Luisa Altieri Biagi ha ricordato come Italo Calvino «attribuisce alla scienza un “valore” che “non pretende di escludere il valore contrario”: quindi rapidità della mente conciliabile con l’indugio dell’osservazione e della verifica; leggerezza dell’intuizione conciliabile con il peso della logica». Il rigore e la leggerezza quindi, due caratteristiche così lontane tra loro ma il cui connubio è al contempo affascinante ed efficace. Qui si parlava della scienza ma, di riflesso, lo stesso concetto può essere applicato proprio a un testo di divulgazione scientifica che deve riuscire a trasmettere sapere scientifico ma deve anche emozionare il lettore.

E l’emozione può derivare proprio dal fatto che ciascuno di noi, nel corso della sua vita, ha innumerevoli intuizioni ma la maggior parte di esse sono effimere, sfuggono via, ci sono impossibili da verbalizzare, questo perché non supportate da un sapere o un’osservazione sistematica e rigorosa. Quando però le troviamo scritte in un libro da chi è stato in grado di catturarle e quindi di descriverle in modo per noi semplice e quindi accessibile, proviamo un’emozione positiva perché quello è il momento in cui recuperiamo qualcosa che avevamo perso! Questa ovviamente è solo una delle tante risposte che possiamo dare alla nostra domanda: rigore e leggerezza insieme.

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E ora veniamo alla cinquina nel dettaglio.

Umberto Bottazzini, Numeri. Raccontare la matematica, Il Mulino, 2015: I numeri sono protagonisti di una grande avventura che ha inizio migliaia di anni fa nella civiltà babilonese, in quella egizia, in Cina, e poi nella cultura inca e maya. Numeri che esprimono rapporti indicibili per i seguaci di Pitagora. Simboli per il nulla e cifre arcane che dalle regioni dell’India vedica si diffondono in Occidente e nel resto del mondo.

Dario Bressanini-Beatrice Mautino, Contro Natura. Dagli OGM al “bio”, falsi allarmi e verità nascoste del cibo che portiamo in tavola, Rizzoli Editore, 2015: “…Siete sicuri che il colore “naturale” delle carote sia l’arancione? O che il riso che comprate sia veramente biologico? Per rintracciare la storia di ciò che mettiamo oggi nel piatto, e trovare le risposte ai tanti dubbi che ci assillano, gli autori ci guidano in un avvincente viaggio nel tempo – attraverso la storia dell’uomo e le storie dei cibi come li conosciamo – e nello spazio – per raccogliere sul campo le prove e le testimonianze di ricercatori e agricoltori. Per essere finalmente in grado di farci un’idea più chiara di ciò che mangiamo davvero.

Paolo Gallina, L’anima delle macchine. Tecnodestino, dipendenza tecnologica e uomo virtuale, Edizioni Dedalo, 2015: Forte di un’attiva ricerca sul campo, l’autore mescola con irriverenza ed equilibrio casi scientifici a esperienze quotidiane di vita domestica, fornendo un quadro insospettato e convincente della nostra dipendenza tecnologica. Per raggiungere ta­le scopo, adotta uno stile semplice e lineare, a trat­ti divertente, condito di molti esempi, come «la tortura di una for­mi­ca», «i fumetti manga» e la «ricerca della felicità». Alla fine di questo viaggio scientifico, il lettore arriverà a comprendere i meccani­­smi consci e inconsci con cui la mente uma­na si adatta ai robot, ai prodotti digitali e agli innumerevoli sistemi di real­tà virtuale che il genere umano ha costruito attorno a sé…”

Till Roenneberg, Che ora fai? Vita quotidiana, cronotipi e jet lag sociale, Edizioni Dedalo, 2015: “Sei un “gufo” o una “allodola”? Al suono della sveglia mattutina, arranchi svogliatamente giù dal letto e rimani per un po’ in uno stato di semi-incoscienza, senza proferir parola, per poi trascinarti fuori di casa in perenne ritardo? Oppure sei iperattivo fin dal risveglio, mentre la sera crolli ben prima degli altri? Coniugando aneddoti illustrativi a spiegazioni scientifiche facilmente accessibili, il cronobiologo tedesco Till Roenneberg dimostra che essere più o meno mattinieri non dipende dalle abitudini, bensì dal funzionamento del nostro “orologio biologico”…

Lucia Votano, Il fantasma dell’Universo. Che cos’è il neutrino, Carrocci Editore-Città della scienza, 2015: Il libro è dedicato alle particelle più sfuggenti e bizzarre dell’universo. La storia affascinante di queste particelle misteriose e le prospettive avvincenti degli studi in questo campo sono raccontati da Lucia Votano alla luce della sua grande esperienza di ricercatrice, che l’ha portata a dirigere i Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn). Sono gli stessi laboratori che ospitano alcuni fra i più importanti esperimenti sui neutrini a livello internazionale e dove è stata dimostrata la capacità di queste particelle di “cambiare abito”, trasformandosi in un membro o nell’altro della loro famiglia…

I cinque libri verranno presentati in alcuni incontri pubblici che si svolgeranno nei prossimi mesi a Padova. Il programma degli incontri pubblici sarà online nei prossimi giorni. La cerimonia di premiazione si terrà a Padova il 6 maggio 2016, alle ore 16.00, al Palazzo della Ragione. Per informazioni: premiogalileo@comune.padova.it, www.padovacultura.it

Fonte: Media INAF | Scritto da Caterina Boccato