SU PLUTONE E DINTORNI

La vista acuta di New Horizons

Mentre ci regala il panorama più nitido di Plutone, composto con immagini riprese lo scorso 14 luglio e arrivate ora a Terra, la sonda New Horizons guarda avanti, avvistando un ulteriore oggetto nella glaciale Fascia di Kuiper

Crediti: NASA / JHUAPL / SwRI (cliccare se l'animazione non parte)

Crediti: NASA / JHUAPL / SwRI (cliccare se l’animazione non parte)

La sonda New Horizons della NASA, che lo scorso 14 luglio ha sorvolato Plutone e la sua famiglia di cinque lune per poi proseguire la sua corsa nello spazio profondo, ha recentemente realizzato le riprese più vicine mai ottenute di un lontano oggetto della Fascia di Kuiper, una vastissima regione al di là di Nettuno.

In questo breve animazione, composta da quattro fotogrammi ottenuti dalla camera a lungo campo LORRI il 2 novembre 2015 a intervalli di un’ora l’uno dall’altro, si può distinguere un corpo – stimato 150 chilometri in diametro e denominato ufficialmente 1994 JR1 – muoversi su uno sfondo di stelle. Al momento delle riprese, 1994 JR1 si trovava a 5,3 miliardi di chilometri dal Sole, ma ad appena 280 milioni di chilometri di distanza dalla sonda New Horizons, migliorando di almeno 15 volte il precedente record per l’immagine più ravvicinata di un KBO, i piccoli corpi gelati che popolano appunto la Fascia di Kuiper.

Secondo il team di New Horizons, questo dimostra la capacità della sonda di osservare un numero cospicuo di tali oggetti nel corso dei prossimi anni, se la NASA approverà definitivamente il finanziamento per l’estensione della missione nella Fascia di Kuiper, dove la sonda dovrebbe approcciare l’oggetto 2014 MU69 esattamente il primo gennaio 2019.

Per tornare all’attualità, è stata recentemente prodotta la vista più dettagliata di Plutone. L’immagine riprodotta sotto è un mosaico composto dalle riprese più nitide che New Horizons ha ottenuto durante il sorvolo del 14 luglio 2015. Gli scatti, grazie a una risoluzione tra i 77 e gli 85 metri per pixel, rivelano fini dettagli della diversificata superficie di Plutone, comprendendo terreni craterizzati, montagnosi e glaciali.

Le immagini interessano una striscia larga 80 chilometri che si estende dall’orizzonte frastagliato di Plutone per oltre 800 chilometri. Sono state ottenute sempre dalla camera LORRI da una distanza di circa 17.000 chilometri in un periodo di circa un minuto con una modalità di osservazione insolita: invece di “puntare e scattare”, LORRI ha ripreso foto ogni tre secondi mentre un altro strumento a bordo di New Horizons, Ralph/MVIC, stava effettuando una scansione della superfice di Plutone. Questa modalità richiede esposizioni brevi per evitare la sfocatura delle immagini.

Nel loro complesso, le immagini così ottenute sono sei volte migliori rispetto alla risoluzione della mappa globale di Plutone composta da New Horizons. Dopo avere aspettato pazientemente il loro turno nella memoria interna della navicella spaziale, le immagini sono state finalmente trasmesse a Terra, processate e ora disvelate al pubblico.

Crediti: NASA / JHUAPL / SwRI

Crediti: NASA / JHUAPL / SwRI