GETTI DI GAS IN HH24

Stelle orfane tra i fuochi d’artificio

Una nuova immagine scattata da Gemini North rivela i getti di gas che accompagnano la nascita delle stelle in questa regione Herbig-Haro 24. L'immagine coglie con una chiarezza senza precedenti òe affascinanti strutture che escono dal nucleo a velocità supersoniche

Crediti: Gemini Observatory/AURA/B. Reipurth, C. Aspin, T. Rector

Crediti: Gemini Observatory/AURA/B. Reipurth, C. Aspin, T. Rector

Un’altra immagine che lascia senza fiato quella scattata dall’Osservatorio Gemini, la coppia di due telescopi ottici gemelli del diametro di 8 metri ciascuno situati uno nell’emisfero nord (Gemini North) e l’altro nell’emisfero sud (Gemini South). Nello specifico, questo scatto è il frutto del lavoro dei ricercatori del Frederick C. Gillett Gemini Telescope alle Hawaii (Gemini North) guidati da Bo Reipurth e Colin Aspin dell’Istituto di Astronomia (IfA) dell’Università delle Hawaii. Il gruppo di ricerca ha utilizzato i dati raccolti dal Gemini Multi-Object Spectrograph (GMOS) e dal Gemini Near-Infrared Imager, per studiare Herbig-Haro 24 (HH 24), una regione piena di stelle appena nate in cui la fanno da padroni potenti getti di gas. Insomma uno spettacolo pirotecnico stellare!

Il complesso HH 24 è stato scoperto nel 1963 da George Herbig e Len Kuhi, nel Complesso nebuloso molecolare di Orione (precisamente Orion B) a una distanza di 400 parsecs (cioè 1300 anni luce dal Sistema solare). HH24 è una regione ricca di stelle molto giovani o appena nate ed è stata già abbondantemente studiata da diversi telescopi, dal radio ai raggi X. Nello scatto di Gemini North possiamo notare la presenza di almeno sei getti di gas provenienti da un piccolo cluster di giovani stelle incorporate in una nube molecolare nella direzione della costellazione di Orione. Reipurth ha detto: «Si tratta della più alta concentrazione di getti mai vista. Riteniamo che anche l’ambiente circostante molto dinamico fa sì che anche alcune stelle di massa minore vengano espulse».

Aspin ha spiegato: «I dati di Gemini sono i migliori ottenuti da terra di questo complesso di getti e ci mostrano dettagli impressionanti». I due ricercatori stanno studiando la distribuzione dei getti uno dei quali «risulta fortemente disturbato e ciò suggerisce che la fonte potrebbe essere una stella binaria molto vicina la cui orbita perturba il getto stesso», ha aggiunto Reipurth. I ricercatori riferiscono che il complesso di getti proviene da quello che viene chiamato una protostella classe ~ I, SSV63: immagini ad alta risoluzione a infrarossi rivelano che questa protostella ha almeno cinque componenti.

La ricerca all’infrarosso e nell’ottico di deboli e giovani stelle ha rivelato diverse altre stelle deboli situate ben al di fuori del nucleo di formazione stellare. In particolare, un alone di cinque deboli stelle con emissione di idrogeno Alfa (che emettono cioè grandi quantità di luce rossa) è stato trovato con GMOS attorno a HH 24 fuori il denso nucleo. Da un’analisi spettroscopica è risultato che si tratta di stelle al limite con le nane brune. La presenza di queste deboli stelle orfane, perché molto lontane dal nucleo di formazione stellare, è ancora un mistero per i ricercatori: nella loro sede attuale il gas è troppo tenue e debole per innescare un processo di formazione stellare. Quello che pensano i ricercatori è che, invece, queste cinque stelle possano essere state espulse poco dopo la loro nascita proprio da uno dei getti di gas. Tali espulsioni si verificano quando molte stelle si formano nel nucleo della stella regione; le stelle iniziano a muoversi l’una intorno all’altra in una danza caotica, portando infine alla espulsione di quelle di massa minore, quindi più deboli.

Cosa succede dopo queste espulsioni? Le coppie delle stelle rimanenti legano insieme a causa della forza gravitazionale e il denso gas che circonda queste coppie frena il loro moto, in modo che a poco a poco cominciano a muoversi a spirale formando sistemi binari stretti con orbite molto eccentriche. I getti di gas si verificano quando le orbite dei due componenti si avvicinano portando ad un accumulo di gas e quindi ai jet supersonici.