ARRIVA LA CERTIFICAZIONE UNIVOCA

IRIDE: l’impronta digitale della scienza

L'Italia si dota di una certificazione univoca per gli autori dei lavori scientifici: nato dalla collaborazione tra ANVUR, CRUI e CINECA, il progetto I.R.ID.E. (Italian Reserch IDentifier for Evaluation) consentirà ai ricercatori italiani di dotarsi facilmente di un codice di identificazione internazionale utile anche per la prossima Valutazione della Qualità della Ricerca

I.R.ID.E. collega in modo univoco i ricercatori ai propri articoli di ricerca, i brevetti, le citazioni, gli esperimenti.

I.R.ID.E. collega in modo univoco i ricercatori ai propri prodotti di ricerca.

In occasione dell’avvio del progetto di Valutazione della Qualità della Ricerca 2011-2014, l’Agenzia Nazionale per la Valutazione dell’Università e della Ricerca (ANVUR), la Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (CRUI) e il Consorzio Interuniversitario CINECA hanno lanciato il Progetto I.R.ID.E. (Italian Reserch IDentifier for Evaluation), che consente di dotare anche i ricercatori italiani di un codice di identificazione internazionale: ORCID – Open Researcher and Contributor ID.

ORCID risponde all’esigenza, molto sentita dalla comunità della ricerca, di collegare in modo univoco ogni ricercatore ai propri prodotti di ricerca (articoli, brevetti, citazioni, esperimenti, ecc…) indipendentemente dal settore disciplinare e dai confini nazionali. L’adozione di ORCID consente di evitare errori e ambiguità di attribuzione in diversi ambiti: nella paternità degli articoli pubblicati dalle riviste scientifiche, nella richiesta di finanziamenti, nella registrazione di brevetti e anche negli esercizi di valutazione nazionali e di ateneo.

L’assegnazione del codice ORCID, già ampiamente utilizzato a livello internazionale, consente quindi di superare gli innumerevoli problemi incontrati in passato da ANVUR, dalle Università, da CINECA e dai singoli ricercatori, nell’interrogazione delle banche dati bibliometriche.  Nel nostro Paese le difficoltà (omonimie, modifiche, abbreviazioni diverse per il prenome o traslitterazioni da sistemi di scrittura diversi, solo per citarne alcuni) sono acuite dalla mancata attuazione dell’Anagrafe Nazionale della Ricerca introdotta per legge nel 2009 e all’incompletezza delle basi di dati delle pubblicazioni oggi esistenti.

Al progetto I.R.ID.E prendono parte 70 Università e quattro centri di ricerca italiani. L’obiettivo è di consentire inizialmente a tutti i ricercatori del Sistema Accademico nazionale di poter accedere in modo semplice al registro ORCID, coinvolgendo in un secondo momento anche gli studenti del dottorato di ricerca e gli assegnisti di ricerca. L’intero processo dovrebbe chiudersi entro il 2016.

«La prossima valutazione della qualità della ricerca è un’ottima occasione per utilizzare questa buona pratica per la gestione dei prodotti della ricerca anche nel sistema accademico italiano. Ad oggi, dei 400.000 ricercatori che parteciperanno alla VQR solo 33mila dispongono già di un ID ORCID», spiega Stefano Fantoni, Presidente ANVUR. «Ci impegniamo per far sì che le operazioni standard siano completamente gratuite per chi ne usufruisce».

«Il Progetto  IRIDE costituisce un passo fondamentale per rendere la valutazione della ricerca in Italia più semplice e, nel contempo, più affidabile. Contribuisce inoltre alla costruzione di quella Anagrafe nazionale della ricerca prescritta da una legge del 2009», aggiunge Sergio  Benedetto, membro del Consiglio Direttivo ANVUR, già coordinatore della VQR 2004-2010  e coordinatore della VQR 2011-2014 appena partita.

Su mandato di ANVUR e CRUI, a metà giugno CINECA ha siglato un accordo con il registro internazionale ORCID, allo scopo di realizzare un risparmio economico per gli atenei e gli enti di ricerca italiani, svolgendo il ruolo di facilitatore tecnologico nell’ambito della prossima VQR: in collaborazione con ANVUR e CRUI, infatti, CINECA realizzerà il software operativo per l’attuazione del progetto I.R.ID.E.

«Siamo orgogliosi di continuare a supportare il sistema accademico nazionale con le nostre competenze e infrastrutture», commenta Emilio Ferrari, Presidente CINECA. «L’implementazione di ORCID è parte delle attività che caratterizzano il ruolo di servizio del Consorzio nei confronti della comunità della ricerca».

Lo sforzo iniziale richiesto ai singoli ricercatori è minimo, e consiste nel controllo e nella verifica dei dati identificati dal CINECA. ANVUR, CRUI e CINECA s’impegnano a far sì che l’operazione comporti il minor aggravio possibile per tutti i ricercatori coinvolti.

«L’Università italiana procede verso una sempre maggiore integrazione internazionale e si attrezza affinché la valutazione sia piena ed efficace. Speriamo che l’Esecutivo ne tragga spunto per il rilancio di una comunità che in questi anni ha solo dato. E non solo in termini di controllo ed efficienza», chiosa Stefano Paleari, Presidente della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane.

I ricercatori in possesso di ORCID, oggi, sono circa 1,3 milioni in tutto il mondo. A livello nazionale lo hanno già adottato Danimarca, Finlandia, Portogallo, Regno Unito e Svezia. È stato inoltre raccomandato dal sistema australiano. Tra le istituzioni che inizialmente hanno promosso ORCID compaiono editori, associazioni scientifiche e atenei tra cui: American Physical Society, California Institute of Technology, CrossRef, Elsevier, Nature Publishing Group, Thomson Reuters e Wellcome Trust. Attualmente tra i maggiori sostenitori ci sono: American Association for the Advancement of Science (AAAS), American Chemical Society, Cambridge University Press, arXiv, CERN, Microsoft Research, MIT Libraries, Oxford University Press, PLOS, Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS) e Springer.