NOTIZIE DAL SISTEMA DI SATURNO/1

Gli occhi di Teti guardano il sesto pianeta

Il terzo satellite naturale di Saturno è ricoperto da una cinquantina di crateri da impatto. Due sono i principali, quelli più grandi: Odisseo e Telemo. Sembrano due occhi che guardano, scrutano attentamente il sesto pianeta del nostro sistema planetario

La luna Teti e Saturno Crediti: NASA/JPL-Caltech/Space Science Institute

La luna Teti e Saturno Crediti: NASA/JPL-Caltech/Space Science Institute

La sonda NASA/ESA/ASI Cassini ci regala ancora una volta un’immagine mozzafiato e ravvicinata di una delle lune di Saturno. Questa volta si tratta di Teti, o Saturno III, scoperta da Giovanni Domenico Cassini (a cui poi è stato dedicato l’osservatorio orbitante) nel 1684. Come la maggior parte dei satelliti naturali del Sistema solare, anche Teti è stata drammaticamente plasmata da impatti con altri oggetti che hanno lasciato la loro “impronta” nei profondi crateri (ce ne sono almeno 50) disseminati sulla superficie ghiacciata. Tutti i crateri di Teti hanno i nomi di personaggi e luoghi legati all’Odissea.

L’enorme cratere Odisseo (visibile a destra nell’immagine qui sotto) è testimone, infatti, di uno degli impatti più distruttivi: si tratta di un cratere poco profondo (quasi piatto) ma decisamente molto largo, dal diametro di 450 chilometri e pensate che la luna è larga 1062 chilometri, quindi il cratere copre il 18% della superficie lunare (più o meno come l’Africa sulla Terra). Come potete vedere dalla foto qui sopra (scattata con la wide-angle camera l’11 aprile 2015), Teti ha anche un altro enorme cratere, Telemo (320 chilometri): i due “marchi” sembrano quasi raffigurare due occhi che guardano, scrutano attentamente il sesto pianeta del nostro sistema planetario. Il secondo cratere, quello a sud mostra una struttura complessa, con un picco centrale che sta a significare un impatto ancora più violento.

L’immagine in alto è stata scattata da una distanza di 120 mila chilometri da Teti (la scala è di 7 chilometri per pixel), mentre questa in basso è stata presa da una distanza di 190 chilometri (la scala è di 1 chilometro per pixel).

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Crediti: NASA/JPL-Caltech/Space Science Institute

Per saperne di più:

  • Visita il sito della missione Cassini-Huygens
  • Le immagini delle missione Cassini sono disponibili QUI