AL VIA UNA MISSIONE SCIENTIFICA CONGIUNTA

Europa e Cina a braccetto nello spazio

Europa e Cina realizzeranno insieme una sonda spaziale scientifica da lanciare nel 2021. Una piccola missione, di cui sapremo l’obbiettivo entro fine anno, che può aprire la strada a collaborazioni più impegnative

bannercinaL’Agenzia Spaziale Europea (ESA), in particolare il Dipartimento per l’esplorazione scientifica e robotica, e l’Accademia delle Scienze Cinese (CAS) hanno raggiunto un accordo per una missione scientifica spaziale comune da lanciare nel 2021, realizzata congiuntamente dal Programma Scientifico ESA e dal Centro Nazionale Cinese di Scienza Spaziale (NSSC) dell’Accademia delle Scienze.

Sul sito dell’ESA è ora disponibile la Joint Call, in pratica il bando di concorso che invita a sottoporre proposte per definire una missione scientifica da svilupparsi in uno sforzo cooperativo tra le comunità scientifiche europea e cinese. Secondo quando si legge nel bando, la missione, che verrà selezionata entro fine anno da un comitato paritetico, seguirà un approccio collaborativo attraverso tutte le fasi del progetto: lo studio e la definizione (2 anni), l’implementazione (4 anni), fino all’operatività (prevista per 2 o 3 anni) e allo sfruttamento dei dati scientifici.

Rappresentanti dell’ESA e dell’Accademia delle Scienze cinese firmano un accordo di cooperazione al periodico meeting scientifico bilaterale che si è tenuto lo scorso 16 maggio a Beijing. Crediti: NSSC

Rappresentanti dell’ESA e dell’Accademia delle Scienze cinese firmano un accordo di cooperazione al periodico meeting scientifico bilaterale che si è tenuto lo scorso 16 maggio a Beijing. Crediti: NSSC

Le proposte delle missioni dovranno avere due “teste”, ovvero un responsabile (PI, Principal Investigator) proveniente da uno dei 20 stati membri dell’ESA e un pari livello appartenente a un’istituzione cinese. Gli obbiettivi scientifici potranno spaziare – è il caso di dire – dall’astronomia, alla scienza del sistema solare, alla fisica fondamentale, senza restrizioni a priori sulle aree scientifiche d’indagine, escludendo però Luna e Marte che sono già coperte da differenti programmi scientifici di entrambe le agenzie.

La missione dovrà essere pronta al lancio nel 2021 e potrà avvalersi o di un lanciatore europeo (Soyuz o Vega) oppure di un razzo cinese (come i Lunga Marcia 2C o 2D), sui quali il satellite euro-cinese sarà presumibilmente ospitato come “passeggero”, viste le sue ridotte dimensioni. Il peso complessivo della sonda spaziale dovrà infatti essere contenuto entro i 300 kg. Per quanto riguarda i costi, l’ESA prevede di impegnare attorno ai 53 milioni di euro, più un’analoga somma investita dalla controparte cinese. A questo si aggiungeranno i contributi delle agenzie spaziali nazionali per la realizzazione del vero e proprio payload, ovvero la parte propriamente scientifica della sonda spaziale. In sostanza una missione “piccola”, dal cui successo può dipendere un impegno dei due partner su imprese di maggiore respiro.

“E’ la prima volta, sia per CAS che per ESA, che lanciamo un bando comune nelle scienze spaziali assieme a un altra agenzia spaziale“, ha commentato a Media INAF Lilin Sun, direttore del Centro di studi scientifici spaziali dello NSSC. “Io credo che questa missione funzionerà da apripista alla cooperazione tra le comunità scientifiche europee e cinesi, nella speranza di mettere in moto un forte processo che cresca spontaneamente”.