SU ASTRONOMY & ASTROPHYSICS

Dischi kepleriani per stelle massicce

Nuove osservazioni effettuate col radiotelescopio ALMA e il telescopio Subaru sembrerebbero confermare i modelli teorici di formazione delle stelle di grande massa

24031BeltranUn team di astronomi, guidati da Maite Beltran dell’INAF – Osservatorio Astrofisico di Arcetri, ha cercato di verificare osservativamente le previsioni teoriche sulla formazione di stelle di grande massa. I risultati di questa ricerca sono stati recentemente pubblicati su Astronomy & Astrophysics.

I ricercatori hanno condotto uno studio approfondito con osservazioni ad alta risoluzione angolare del moto del gas e delle polveri in una regione di formazione stellare denominata G35.03+ 0.35. Il loro interesse si è concentrato in particolare su un possibile candidato di disco di accrescimento roteante attorno ad una protostella di classe spettrale B.

Le osservazioni sono state effettuate col radiotelescopio ALMA dell’ESO e il telescopio Subaru dell’Osservatorio di Mauna Kea. L’utilizzo di questo tipo di strumenti è stato fondamentale per poter osservare quella regione dello spettro in cui le grandi nubi molecolari e le polveri che formano il disco appaiono maggiormente visibili: nel submillimetrico (ALMA) e nel lontano infrarosso (Subaru).

Le osservazioni hanno evidenziato la presenza di una struttura filamentosa frammentata in sei distinte parti. Partendo dallo studio delle caratteristiche di queste strutture, come la massa, le dimensioni e la temperatura, i ricercatori ritengono di avere la conferma osservativa della presenza di un disco di accrescimento kepleriano (con velocità decrescente verso le regioni esterne). Il moto e le caratteristiche della materia roteante che circonda la protostella appaiono quindi coerenti col modello previsto teoricamente per spiegare la formazione di stelle con massa compresa tra le 5 e le 13 masse solari.

«Le nostre osservazioni di G35.03 + 0.35 con ALMA durante il Ciclo 0 – dice Maite Beltran la prima autrice dello studio – ha rivelato uno degli esempi più convincenti di dischi kepleriani rotanti intorno a stelle di grande massa. Ciò supporta lo scenario in base al quale stelle di tutte le masse, o almeno fino a 20 masse solari, si formerebbero con un processo simile».

L’articolo su Astronomy & Astrophysics