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Viaggi spaziali per gente normale

I risultati di uno studio condotto dall’Università del Texas dimostrano che anche le persone affette dalle patologie croniche più comuni potrebbero ambire a partecipare a missioni spaziali. Insomma, la rivincita dell’uomo medio sui superuomini addestrati a superare qualunque tipo di sfida grazie alla loro prestanza fisica

Screenshot dal DVD originale del film Star Trek - The Original Series (1966)

Screenshot dal DVD originale del film Star Trek – The Original Series (1966)

Per chi ha sempre sognato di andare nello spazio, ma non avendo il physique du role dell’astronauta ha messo il suo sogno nel cassetto è finalmente giunta l’ora della riscossa.

Con l’avvento dei voli spaziali di tipo commerciale sembra infatti destinata a cambiare anche l’immagine dell’astronauta tipo ed i ricercatori della facoltà di Medicina dell’Università del Texas hanno condotto una ricerca volta a stabilire se vi siano condizioni mediche di particolare rischio per chi si volesse cimentare nell’impresa. Le informazioni disponibili in merito, infatti,  sono ad oggi ancora molto scarse.

Storicamente gli astronauti sono stati selezionati in base alle loro perfette condizioni psicofisiche, che dovevano essere adatte a superare le situazioni più estreme e le sfide più inaspettate, nell’immaginario comune si tratta quasi di superuomini.

Nel prossimo futuro invece – quando con i voli spaziali commerciali si realizzerà la possibilità di viaggiare nello spazio per piacere, o magari per necessità – l’ultima frontiera verrà aperta anche alla gente comune.

Ma quali sono le condizioni di salute ed i problemi che si riscontrano con maggior frequenza nella popolazione mondiale e, soprattutto, quali sarebbero ostative per affrontare un viaggio spaziale?

Le ricerche si sono concentrate sulle patologie più comuni e diffuse – pressione alta, cardiopatie, diabete e disturbi polmonari come asma ed enfisema – ed i risultati dimostrano che, se opportunamente monitorati e con il necessario controllo medico, i pazienti osservati sarebbero stati quasi tutti in grado di sopportare lo stress dovuto al volo. La ricerca è stata condotta con il supporto del Center of Excellence for Commercial Space Transportation della Federal Aviation Administration statunitense.

I comportamenti sono stati osservati simulando le condizioni di un viaggio spaziale, tra cui la microgravità e le enormi forze di accelerazione cui l’organismo viene sottoposto durante il volo, e i risultati dello studio sono stati recentemente pubblicati sulla rivista Aviation, Space and Environmental Medicine, edita dall’Aerospace Medical Association.

La dottoressa Rebecca Blue, che ha guidato il team di ricerca dice in proposito «I maggiori stress fisiologici che il viaggio spaziale comporta sono quelli legati alle forza di accelerazione durante il lancio ed il rientro e alle condizioni di microgravità. Il nostro obiettivo è stabilire se persone che abbiano uno stato di salute “medio”, quindi lontano dalla perfetta forma fisica degli astronauti per professione, sarebbero in grado di sopportare un volo spaziale».

Come fare però per monitorare in modo sistematico e ripetuto le reazioni delle persone osservate, soprattutto durante le fasi di lancio e rientro (quelle considerate più critiche e per le quali gli stessi astronauti professionisti devono allenarsi molto) per capire e monitorare i possibili episodi medici, magari improvvisi, cui dover eventualmente far fronte? Esattamente con gli stessi strumenti con cui gli astronauti si preparano per le loro missioni: le centrifughe.

Le forze di accelerazione cui si sarebbe sottoposti durante un volo spaziale commerciale sarebbero tollerate, ma non certo piacevoli anche per gli individui più sani. I ricercatori volevano verificare se esse fossero tollerabili anche per individui con un quadro medico complesso, e a chi fosse del tutto sconsigliabile intraprendere un viaggio spaziale.

«Sulla base dei risultati ottenuti» aggiunge la dottoressa Blue «possiamo dire che, anche in presenza di patologie croniche significative, il sogno di volare nello spazio è praticamente alla portata di tutti». Magari con un medico a bordo, come nella serie di fantascienza Star Trek, in cui il dottor McCoy accudiva l’equipaggio dell’astronave e i vari passeggeri occasionali con la massima tranquillità. La realtà in questo caso anticipa di molto la fantascienza, secondo quanto immaginato dagli sceneggiatori di Star Trek il dottor McCoy nascerà soltanto il 20 gennaio 2218!

 

A questo link gli articoli su Media Inaf dedicati alla medicina aeronautica e spaziale, in particolare sulle reazioni dell’organismo alla microgravità