STAMPARE OGGETTI IN ORBITA

Una stampante 3D volerà verso la SSI

Fra qualche mese gli astronauti della Stazione Spaziale Internazionale avranno la possibilità di stampare oggetti, strumenti, utensili direttamente nello spazio, grazie al nuovo dispositivo che verrà inviato con Dragon ad agosto. Questo farà risparmiare decisamente molto tempo e denaro, se si pensa ai costi di lancio di ogni singola missione di rifornimento

Una stampante 3D viene messo alla prova durante un volo di microgravità simulata su un aereo a gravità zero. Credit: Devin Boldt

Una stampante 3D viene messo alla prova durante un volo di microgravità simulata su un aereo a gravità zero. Credit: Devin Boldt

È tutto pronto per un nuovo arrivo sulla Stazione Spaziale Internazionale. La NASA ha effettuato alcuni test su una stampante 3D costruita da Made In Space e destinata a viaggiare per 370 chilometri prima di raggiungere l’orbita bassa della Terra. Il dispositivo, il primo ad essere usato nella SSI, partirà a bordo della navicella Dragon nel mese di agosto.

“Passare le prove finali e spedire l’hardware sono tappe significative e quello che ci preme è permettere a chiunque sulla Terra di poter stampare oggetti sulla SSI. Si tratta di un accesso privilegiato, una porta sullo spazio senza precedenti”, ha dichiarato Aaron Kemmer, il direttore generale di Made in Space.

La stampante poteva saltare il primo volo di Dragon, ma ha superato brillantemente i test (dalla resistenza alle vibrazioni fino alla prova delle interferenze elettromagnetiche) in anticipo sul programma e si è guadagnata un biglietto di prima classe verso lo spazio. I responsabili della missione hanno già stampato diversi oggetti a terra per vedere come funzionerà il dispositivo quando verrà installato sulla stazione spaziale. Sarà allocato in un “vano portaoggetti” dedicato alla ricerca scientifica e stamperà 21 oggetti, come utensili e strumenti che verrano utilizzati nella navicella stessa.

Durante la “prossima fase verrà dimostrato l’utilizzo di parti significative, quali strumenti tecnici, parti hardware accessorie e le potenziali applicazioni commerciali come la componente CubeSat”, si legge in una nota. Una volta completamente funzionale, la stampante 3D dovrebbe ridurre la necessità di spedire nuove componenti da terra i caso di malfunzionamento. Questo farà risparmiare decisamente molto tempo e denaro, se si pensa ai costi di lancio di ogni singola missione di rifornimento. Si potrebbe anche consentire agli astronauti di fabbricazione di nuovi strumenti al volo in caso di “situazioni impreviste” in orbita. Insomma: tutto sarà a portata di mano nello spazio…o di stampante!