I CURIOSI AUTOSCATTI DI TIM DODD

Disgrazie quotidiane di un astronauta a riposo

Un fotografo americano ha coronato il suo sogno di bambino inscenando una serie di sketch in cui si ritrae con indosso una vecchia tuta spaziale russa, nel corso di una giornata-tipo da astronauta disoccupato. Tra il demenziale e il ricercato, l’effetto comico è ben riuscito

Crediti: Tim Dodd/timdoddphotography.com

Crediti: Tim Dodd/timdoddphotography.com

“Un vero nerd”. Si definisce così il fotografo americano che, in un impeto di narcisismo e autoironia, si è scattato – e ha postato sul suo blog – una serie di selfie in pose piuttosto particolari, immaginandosi astronauta alle prese con le più semplici azioni quotidiane.

Si tratta di Tim Dodd, apparentemente un serio professionista, che per lavoro ha viaggiato in oltre 50 stati.

“A novembre 2013”, scrive Dodd sul suo blog, “mi sono trovato a essere l’unico offerente per una tuta spaziale russa sul sito di aste del RR Auction”, negozio di Boston specializzato in oggetti d’epoca e documenti rari.

A quel punto si è domandato quale sarebbe stato il modo migliore per utilizzarla.

“Sono ritornato alla mia passione per lo spazio dei tempi dell’infanzia”, racconta, che poi, continua, sarebbe diventata quasi un’ossessione. E così gli è sembrato “naturale” approfittare del prezioso acquisto per vivere un suo sogno di bambino – 24 ore da astronauta, dal buongiorno alla buonanotte – e divertire chi avesse voglia di seguirlo in questa sua fantasia.

Nasce così il progetto A day and the life of everyday astronaut, che descrive con ironia (e molta autoironia) la giornata-tipo di un astronauta sulla Terra con foto un po’ patinate e volutamente fasulle.

Crediti: Tim Dodd/timdoddphotography.com

Crediti: Tim Dodd/timdoddphotography.com

Nella mente di Dodd, la prima azione della mattinata sarebbe allungare un braccio verso la sveglia da una trapunta decorata con il profilo di una tuta spaziale fluttuante tra i pianeti.

Nel corso della giornata, un alternarsi di stati d’animo: pensieroso, per la difficile scelta della tuta spaziale da indossare (da un guardaroba di tute tutte uguali), in mano la tazza con il logo NASA e una rivista di settore; o allucinato, mentre si lava i denti di fronte a uno specchio su cui compaiono, a mo’ di lavagna, equazioni di fisica.

Quando, sempre in tuta da astronauta, vede proclamato sul Time “astronauta dell’anno” il collega Chris Hadfield, lo attanaglia l’invidia, mentre lo assale la nostalgia per una vera missione spaziale mentre si dondola in un parco giochi su un razzo per bambini.

In un altro scatto porta a passeggio il suo husky (Laika, neanche a dirlo), tenendo il guinzaglio con un drone volante telecomandato; in biblioteca, si concentra invece su Scienza missilistica per imbranati, per poi rischiare la vita in cucina tentando di infornare biscotti che in realtà sono già confezionati (di marca Star Crunch).

Crediti: Tim Dodd/timdoddphotography.com

Crediti: Tim Dodd/timdoddphotography.com

La serata si conclude con un po’ di relax in compagnia del film “Apollo 13” e un bel sonno nella sua cameretta decorata con stelline fosforescenti, sempre con indosso il casco-feticcio.

I ritocchi con Photoshop, volutamente grossolani, aumentano l’effetto comico, al limite del demenziale, mentre i dettagli ricercati ricordano il mondo di The big bang theory, in particolare il personaggio di Howard di ritorno dalla missione su ISS.

Ma non aveva proprio nulla da fare? Quando si dice inventarsi un lavoro…

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