COSTRUIRÀ UNA SORGENTE DI RAGGI GAMMA

L’INFN sbarca in Romania

Si chiama ELI-NP (Extreme Light Infrastructure – Nuclear Physics), è una sorgente di raggi gamma e verrà costruita in Romania. A realizzare questa infrastruttura che sarà utile sia alla ricerca di base che applicata, un consorzio, EuroGammaS, guidato dall'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare

accordoinfnromaniaSi chiama ELI-NP (Extreme Light Infrastructure – Nuclear Physics), è una sorgente di raggi gamma e verrà costruita in Romania, ad un costo di 66.8 milioni di Euro. Interamente finanziati dall’Unione Europea. A realizzare questa infrastruttura che sarà utile sia alla ricerca di base che applicata, un consorzio, EuroGammaS, guidato dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare.

E proprio presso la sede dell’INFN a Roma è stato firmato l’accordo, presente il Presidente dell’INFN, Fernando FerroniVictor Zamfir, direttore generale del centro di ricerca IFIN-HH, a Magurele, dove sarà realizzata la sorgente. Il progetto ELI-NP ha un costo complessivo di 300 milioni di Euro, in parte finanziato dalla UE e in parte dal governo rumeno e prevede la costruzione di due laser, oltre alle infrastrutture di servizio. ELI-NP è poi parte di un progetto più ampio, ELI, che prevede la realizzazione di strutture dedicate allo studio delle sorgenti secondarie a Dolni Brezany, nei pressi di Praga, e degli impulsi ad attosecondi a Szeged, in Ungheria.

Il consorzio EuroGammaS vede la partecipazione  dell’Università di Roma La Sapienza, degli istituti scientifici francese, CNRS e inglese STFC, oltre a numerose aziende italiane ed europee.

“È una soddisfazione enorme aver avuto questo contratto”, ha commentato Fernando Ferroni, presidente dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. “Lo sviluppo di acceleratori alla frontiera della tecnologia, come SPARC ai Laboratori Nazionali di Frascati, ci ha reso leader in questo campo, – prosegue Ferroni – e il fatto che questo consorzio di prestigiosi enti di ricerca e importanti aziende sia guidato dall’INFN è un riconoscimento tangibile di questa capacità dell’Ente di produrre innovazione e di essere tra i protagonisti mondiali di questa scienza”.

Il progetto però mostra anche la vivacità di un’area geografica, quella dell’Europa dell’Est appena oltre il mare Adriatico: “C’è un grande fermento – sottolinea Fernando Ferroni – nell’est Europa che sta realizzando infrastrutture scientifiche importanti a dimostrazione di un grande interesse per la scienza di questi paesi. Ma va sottolineato – aggiunge il presidente dell’INFN – come la Romania abbia deciso di utilizzare i fondi europei per realizzare questo importante progetto scientifico, invece di dedicarli, come sarebbe apparso più ovvio, alla realizzazione di infrastrutture sociali che sicuramente servono. E’ una visione del futuro dalla quale dobbiamo forse imparare”.