CONVENZIONE DI QUATTRO ANNI

Eni rinnova l’accordo di ricerca col Cnr

Il direttore e amministratore delegato del colosso energetico e il presidente del centro di ricerca hanno firmato un accordo che permetterà la creazione di una serie di soluzioni innovative sui temi dell'energia e dell'ambiente, di importanza strategica per il sistema italiano ed europeo.

A destra Luigi Nicolais, presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche, e a sinistra Paolo Sarconi, amministratore delegato di di Eni S.p.A

A destra Luigi Nicolais, presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche, e a sinistra Paolo Sarconi, amministratore delegato di di Eni S.p.A

Dopo quattro anni di collaborazione, l’Eni ha rinnovato oggi con il Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) l’Accordo Quadro di collaborazione per la ricerca prolungando la sua durata per un altro quadriennio. La collaborazione scientifica Eni-Cnr, iniziata nel 2009, ha già permesso di ottenere ottimi risultati in vari campi. Il programma, infatti, è incentrato sulla produzione di energia in modo sostenibile, sulla salvaguardia ambientale e sulla sperimentazione di nuove tecnologie. L’obiettivo è la creazione di un portafoglio di soluzioni innovative di importanza strategica per il sistema italiano ed europeo.

A comunicare la notizia durante una conferenza stampa è stato il direttore e amministratore delegato di Eni, Paolo Scaroni, il quale ha siglato la convenzione con il presidente del CnR, Luigi Nicolais, nel corso del workshop a cui ha partecipato anche il professor Giovanni Bignami, presidente dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf). Le attività previste dall’accordo coinvolgono tecnici e ricercatori Eni e Cnr in un ampio programma di ricerca applicata su diversi ambiti, tra cui la sperimentazione di nuove tecniche per la caratterizzazione di giacimenti di idrocarburi, il monitoraggio ambientale finalizzato alla sostenibilità della produzione di petrolio e gas, soluzioni eco sostenibili per la mobilità e la salvaguardia ambientale, la sperimentazione di celle solari avanzate.

Durante il workshop Scaroni ha spiegato che  l’Eni ha in programma di spendere circa 1,1 miliardi di euro in attività di ricerca e sviluppo nei prossimi quattro anni, con una particolare attenzione alle batterie per lo stoccaggio dell’energia prodotta con le rinnovabili. Secondo Scaroni, infatti, «parlare di rinnovabili senza risolvere il tema dello stoccaggio vuol dire crearsi solo guai». L’ad di Eni ha puntualizzato: «non chiediamo soldi pubblici, siamo autarchici nella nostra ricerca».

Entusiasmo espresso anche da Nicolais: «Abbiamo bisogno sempre di più di lavorare insieme per creare conoscenza». «Noi lavoriamo – ha aggiunto – con oltre 100 piccole imprese. Abbiamo avviato anche un processo di internazionalizzazione. Con gli Emirati Arabi per esempio. La ricerca per le imprese di oggi è tutto. È tutto anche per il Paese. Essere all’avanguardia è l’unico modo per essere competitivi. Dobbiamo essere più intraprendenti. Il futuro é nel rischio. Nel futuro sempre più spesso ci sarà interazione tra imprese e centri di ricerca», ha proseguito.