PRONTO PER IL 2019

Al via i lavori per il Giant Magellan Telescope

Dopo aver revisionato il progetto e i conti, un gruppo di esperti ha dato il via alla fase più importante. La produzione di tre dei sette segmenti dello specchio primario del telescopio, costruiti in vetro bolosilicato, è già in corso. La fase scientifica partirà dal 2020.

Giant Magellan Telescope Organization

Giant Magellan Telescope Organization

Sarà uno dei telescopi terrestri più grandi e potenti mai costruiti (almeno fino alla realizzazione dell’E-ELT dell’ESO).

Parliamo dello Giant Magellan Telescope (GMT), un telescopio ad elevate prestazioni che da poco è entrato nella fase centrale del progetto, quella della costruzione. Quando sarà pronto nel 2019 il telescopio di 25 metri sarà sei volte più potente del più grande telescopio esistente e con una risoluzione 10 volte superiore al telescopio spaziale Hubble. Sarà costituito da sette telescopi gregoriani (riflettori) di 8,4 metri di diametro, installati presso l’Osservatorio di Las Campanas, in Cile. Il telescopio potrà operare sia nell’ottico che nell’infrarosso. Gli astronomi saranno in grado di scrutare esopianeti molto distanti e potenzialmente abitabili, l’Universo durante il primo miliardo di anni di vita dopo il Big Bang e studiare i misteri della materia oscura così come dell’energia oscura e dei buchi neri massicci.

La produzione di tre dei sette segmenti dello specchio primario del telescopio, costruiti in vetro borosilicato, è già in corso. Il lavoro sul quarto specchio inizierà nel mese di gennaio del 2015 e ciascuno dei segmenti peserà 20 tonnellate. Le prime operazioni scientifiche con il nuovo telescopio sono previste per il 2020. La struttura esterna sarà alta complessivamente ben 60 metri.

A metà gennaio un gruppo internazionale di esperti ha revisionato il progetto del telescopio, il complesso sistema di ottiche e le diverse strumentazioni scientifiche che verranno montate successivamente. Dopo aver ricevuto l’ok dei revisori è iniziata ufficialmente la fase della costruzione. “Sono molto soddisfatto dei risultati positivi della revisione del progetto e della revisione dei costi. Un passo in più verso il traguardo”, ha detto Richard A. Meserve, presidente del Carnegie Institution for Science, che si occupa del progetto. A metà anno i membri del consiglio d’amministrazione si incontreranno di nuovo per approvare di nuovo il progetto.