I RESTI STELLARI DI NGC 2452

Un relitto di stella che pulsa

Il telescopio orbitante Hubble ci mostra i resti di una stella simile al Sole che ha espulso tutto il materiale nell'ultima fase della sua vita. Un disco blu e nebbioso di gas e polvere, con al centro una nana bianca pulsante, ormai debole e fredda, di dimensioni simili alla Terra.

Crediti:  ESA/Hubble & NASA,  Acknowledgements: Luca Limatola, Budeanu Cosmin Mirel

Crediti: ESA/Hubble & NASA, di Luca Limatola, Budeanu Cosmin Mirel

Quella ritratta nella foto è una stella…, o almeno quello che ne rimane. All’interno della nebulosa planetaria NGC 2452 si possono vedere, infatti, i resti di una stella dalla massa simile al Sole, che si è spenta perché ha terminato tutto il suo “carburante”. Le stelle, infatti, non brillano per sempre: quando il nucleo diventa instabile rilascia grandi quantità di energia che brucia l’atmosfera attorno alla stella fino a ridurla a ciò che vediamo nella straordinaria immagine realizzata dal telescopio Hubble di NASA/ESA. Si trova nella costellazione della Poppa, nell’emisfero australe, ed è stata scoperta nel 1847 da John Herschel.

Al centro di questa nuvola blu, che può sembrare quasi foschia, vediamo ciò che rimane della stella, ormai debole, fredda ed estremamente densa. In realtà si tratta di una nana bianca pulsante, più o meno delle dimensioni della Terra. Ciò sta a significare che la sua brillantezza varia a causa di onde provocate dalla forza di gravità che attraversa la piccola stella.

Quando Herschel scoprì NGC 2452 la definì “un oggetto di cui non posso definire la natura. Certamente non è una stella, men che meno una stella binaria […]. La chiamerei una nebulosa planetaria oblunga”. Agli occhi degli osservatori dell’epoca di Herschel, che utilizzavano telescopi ben diversi da quelli odierni, le nebulose planetarie venivano spesso scambiate per pianeti gassosi (come il nostro Giove per intenderci). I telescopi moderni hanno messo in chiaro che in realtà si tratta degli strati esterni di stelle morenti espulsi nello spazio proprio durante le ultime fasi di vita.

Gli astronomi credono che tra 5 miliardi di anni lo stesso destino toccherà anche il Sole.

Per saperne di più:

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