IL NOBEL A HIGGS E ENGLERT

In due per un bosone

Con un po' di suspence (più di un'ora di ritardo per l'annuncio), il Nobel per la fisica 2013 va a Peter Higgs e Francois Englert, per la teoria che portato alla scoperta della particella responsabile della massa. Nessun riconoscimento agli esperimenti, ma lo stesso grande soddisfazione tra i fisici italiani.

Francois Englert (a sinistra) e Peter Higgs, i vincitori del Nobel per la Fisica 2013

Francois Englert (a sinistra) e Peter Higgs, i vincitori del Nobel per la Fisica 2013

Era il Nobel per la fisica più atteso da diversi anni a questa parte. E per aggiungere suspence, il compitato che assegna il premio ha deciso di farlo aspettare un po’ più del previsto. Doveva arrivare alle 11:45 ora italiana, ma allo scadere del countdown, un po’ come avviene a volte con i lanci spaziali, l’annuncio di un rinvio.

Un’altra ora di attesa, che alimentava ipotesi e speculazioni di ogni genere (Higgs non risponde al telefono? Ha rifiutato per cedere il premio agli sperimentali? Il comitato sta cambiando le regole in corsa per premiare le collaborazioni, o almeno il CERN come istituzione?), finché alle 12:45, prima in svedese e poi in inglese come vuole la tradizione, arrivava l’annuncio. Senza troppe sorprese: Nobel a Peter Higgs e Francois Englert per la previsione teorica, a cui contribuirono in modo indipendente e quasi contemporaneo, del bosone che conferisce la massa alle altre particelle, previsione confermata sperimentalmente lo scorso anno dagli esperimenti ATLAS e CMS al CERN. In teoria c’era spazio per un terzo nome sulla lista dei vincitori: se non fosse scomparso nel 2011, sarebbe stato sicuramente Robert Brout, il fisico belga che firmò con Englert l’articolo che è valso il premio di oggi.

Trepidazione prima e poi soddisfazione alla sede romana dell’INFN (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare), dove si contava molto sul riconoscimento a una scoperta che ha visto i fisici italiani, coordinati dall’istituto diretto da Fernando Ferroni, dare un contributo fondamentale. Certo, un po’ di amaro in bocca perché nessun riconoscimento va ai fisici sperimentali protagonisti della scoperta, a cominciare dai nostri Fabiola Gianotti e Guido Tonelli, rispettivamente spokesperson attuale e onorario di ATLAS e CMS. Ma si sa, le regole del Nobel sono ferree (non più di tre persone, e a quegli esperimenti hanno contribuito davvero in troppi per fare delle scelte). Ma i due esperimenti sono citati esplicitamente nelle motivazioni, e non è poco. Con le regole attuali del Premio, non si poteva chiedere di più.

 

Le immagini della giornata, e i commenti del presidente dell’INFN Fernando Ferroni  e del presidente INAF Giovanni Bignami

httpvh://youtu.be/bJFPcxa2LX8

 

Per saperne di più