IL DECRETO PA PER LA RICERCA

Un passo avanti ma non basta

Giuseppe De Biase, segretario generale della FIR - CISL, il sindacato di categoria della CISL, interviene sul decreto sui precari della Pubblica Amministrazione e su come questo inciderà per il mondo della ricerca

Enrico-Letta1-620x350Nella riunione del 26 agosto 2013 il Governo ha approvato il decreto legge relativo alla razionalizzazione della Pubblica Amministrazione.

Il testo prevede, tra l’altro, l’immissione in servizio dei vincitori di concorso in attesa di assunzione e la valorizzazione della professionalità del Personale acquisita con contratti a tempo determinato negli Enti di appartenenza.

Infatti è normata la possibilità per le Amministrazioni di bandire procedure concorsuali per il Personale che alla data di entrata in vigore del decreto sia in possesso dei requisiti previsti dalla legge 296/2006, nonché per coloro che abbiano maturato negli ultimi 5 anni almeno 3 anni di servizio alle dipendenze dell’Amministrazione che emana il bando.

Le procedure selettive possono essere avviate a valere sulle risorse assunzionali relative agli anni 2013-2014-2015 anche complessivamente considerate in misura non superiore al 50%. Inoltre le Amministrazioni Pubbliche che nella programmazione triennale del fabbisogno del Personale prevedono di effettuare procedure concorsuali possono, nelle more dell’attuazione delle stesse, prorogare fino al 31.12.2015 i contratti a tempo determinato del Personale che abbia maturato almeno 3 anni di servizio. Per gli EPR, poi, l’autorizzazione per l’avvio delle procedure consorsuali ha un percorso più snello e si concretizza con l’approvazione del piano triennale del fabbisogno del Personale.

Apprezziamo l’iniziativa del Ministro D’Alia, si tratta di un segnale importante nei confronti del personale precario degli Enti di ricerca ma evidentemente non risolutivo. Infatti i risultati possibili sono ridimensionati dai vincoli imposti dall’utilizzo del turn over e dai limiti delle piante organiche. Per la Ricerca, in particolare, va evitato che annunci eclatanti si traducano poi in scarsi risultati concreti.

Se al di là delle affermazioni retoriche la Ricerca è considerata un elemento essenziale per lo sviluppo del Paese, gli Enti di Ricerca debbono essere posti in grado di funzionare recuperando i danni prodotti da soppressioni ed accorpamenti impropri di Enti, tagli di risorse e di organico che specie negli ultimi anni gli EPR hanno subito e, allo stato, il decreto legge in parola non sembra fornire risposte adeguate.

L’impegno del Sindacato continuerà nei confronti delle Commissioni parlamentari con l’obiettivo di correggere e migliorare le disposizioni previste e ci aspettiamo che il Ministro Carrozza apra finalmente un tavolo di confronto specifico sulla Ricerca con le Organizzazioni Sindacali.

Non c’entra direttamente, ma mentre scrivevo questo articolo ho appreso che il Presidente della Repubblica ha nominato quattro nuovi Senatori a vita, il maestro Claudio Abbado, la prof.ssa Elena Cattaneo, l’architetto Renzo Piano ed il prof. Carlo Rubbia, scelti per altissimi meriti nel campo scientifico, artistico e sociale.

Ancora una volta il Presidente Napolitano ha dimostrato attenzione al mondo della cultura e con essa, in essa, della ricerca. Non posso che tornare ad auspicare che Governo e Parlamento manifestino con atti concreti la stessa attenzione.