LO SPETTROGRAFO STUDIERÀ LA CROMOSFERA

IRIS è in orbita

Il nuovo satellite della NASA è in orbita attorno alla Terra, dove studierà i meccanismi con cui materia ed energia si muovono dalla superficie del Sole fino allo strato atmosferico più esterno. Un razzo Pegasus XL lo ha portato a 660 chilometri dalla superficie terrestre.

756884main_IRIS-underfairing-466x248Alle 4:37 del mattina ora italiana, come da programma, è iniziata l’avventura dell’Interface Region Imaging Spectrograph, detto anche IRIS, della NASA, creato per studiare in dettaglio l’atmosfera solare e, più precisamente, la cromosfera. Rispetto alle altre missioni solari, IRIS ha una particolarità: è il primo satellite progettato appositamente per studiare in modo continuo la cosiddetta regione dell’interfaccia.

Il telescopio verrà puntato, infatti, in una zona tra la superficie e la corona solare (la parte più esterna dell’atmosfera), per svelare le dinamiche ancora poco chiare dell’atmosfera solare: al centro dello studio ci sono i meccanismi con cui materia ed energia si muovono dalla superficie del Sole fino allo strato atmosferico più esterno passando da una temperatura di 6.000 gradi a oltre un milione di gradi.

Iris è dotato di un telescopio a ultravioletti e di uno spettrografo. Ogni cinque secondi Iris fotograferà ad alta definizione piccole porzioni del Sole: scruterà l’1% della superficie,  permettendo di riconoscere anche oggetti relativamente piccoli, grandi fino a 240 chilometri. Le immagini  verranno elaborate e le informazioni mandate allo spettrografo, che, come suggerisce il nome, divide la luce a seconda della lunghezza d’onda, generandone lo spettro.

IRIS

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

IRIS è stato portato in orbita da un razzo Pegasus XL, che ha prima spiccato il volo da Vandenberg (California – USA), agganciato all’aereo L-1011 della Orbital Sciences. Una volta arrivato sul Pacifico, l’aereo ha sganciato il razzo dando il via alle operazioni di lancio. IRIS è ormai da qualche ora regolarmente in orbita.

Pegasus è un razzo speciale per la NASA perché è l’unico razzo alato nell’inventario: anche se più piccolo rispetto ai giganteschi razzi che inviano satelliti pesanti in orbita e sonde in mondi lontani, la dimensione e la flessibilità della Pegasus hanno permesso di lanciare 18 missioni di dimensioni ridotte. Questo è stato l’ultimo lancio per Pegasus, perché non ci saranno più sonde così piccole da mandare in orbita.

Guarda il servizio video su INAF-TV:
httpvh://youtu.be/7yEezggmC9A