IN LIBRERIA DA GIOVEDÌ 28 MARZO

Cercando nuovi mondi con Giovanna Tinetti

S’intitola «I pianeti extrasolari» e fa il punto su quello che sappiamo circa i mondi al di fuori del Sistema solare. Pubblicato da Il Mulino, è firmato da un’astrofisica italiana dello University College di Londra.

pian-extrHanno sigle impronunciabili, più che nomi di pianeti sembrano codici fiscali. Ma Giovanna Tinetti, astrofisica di punta nella caccia ai nuovi mondi che popolano la Via Lattea, sembra ricordarseli tutti uno a uno. E ora li racconta al grande pubblico in un agile volumetto, I pianeti extrasolari, in uscita domani, giovedì 28 marzo. Pubblicato nella collana “Farsi un’idea” de Il Mulino, è un libro nel quale si affrontano le principali curiosità degli appassionati: come vengono individuati? Qual è la loro composizione? Quali strumenti e missioni spaziali sono in programma per i prossimi decenni? E infine: sarà possibile trovare altri mondi abitabili?

L’autrice è italiana, ma da anni vive a Londra, dove insegna allo University College, conduce ricerche con la Royal Society e, come non bastasse, è coordinatrice della missione EChO, uno fra i possibili futuri satelliti dell’Agenzia spaziale europea per lo studio dei pianeti extrasolari.

Fra quelli già scoperti – e dal 1995 a oggi sono centinaia – di mondi per i quali Tinetti mostra un debole ce ne sono almeno due: «Quello al quale sono più affezionata», dice a Media INAF, «è HD 189733b, un gigante gassoso che è stato studiato e osservato tantissimo. Poi c’è Gliese 1214b, di circa 5 o 6 masse terrestri, con una temperatura di qualche centinaio di gradi. Ancora non riusciamo a capire se sia un pianeta terrestre o un pianeta gassoso. E di oggetti simili, nel nostro Sistema solare, non ce ne sono».

Ma il sacro Graal rimane naturalmente trovare un gemello della Terra. Ce la faremo mai? «Avrei immaginato che ci fossero più gemelli terrestri, e come me molti altri scienziati. Kepler, per esempio, è una missione che era stata concepita proprio per trovare gemelli terrestri. Ne sta scoprendo di tutti i tipi, anche grandi quanto la Terra, persino più piccoli, dunque dimostrando di avere raggiunto la precisione necessaria per trovarne. Però sono sempre o troppo vicini alla stella, o comunque con caratteristiche non esattamente come quelle della nostra Terra. Insomma, sta un po’ sorgendo il dubbio che i gemelli terrestri non siano così comuni come pensavamo».

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