ECCO PANSTARRS

Cometa in vista!

La cometa PANSTARRS, la prima delle due che si avvicinano al Sole quest'anno, è visibile nel nostro emisfero da alcuni giorni. Ha raggiunto il perielio l'11 marzo e resterà visibile fino a fine mese. Ecco alcuni consigli per osservarla al meglio.

I prossimi tramonti saranno accompagnati da una bella cometa visibile a occhio nudo. Si chiama C/2011 L4 PANSTARRS ed è una cometa aperiodica scoperta nel giugno 2011 usando il telescopio Pan-STARRS (acronimo di “Panoramic Survey Telescope & Rapid Response System”) situato sulla sommità del monte Haleakala, nell’isola di Maui, una delle più belle isole delle Hawaii.

La posizione della cometa PANSTARRS nel cielo del tramonto nei prossimi giorni (fonte NASA)
La posizione della cometa PANSTARRS nel cielo del tramonto nei prossimi giorni (fonte NASA)

Nei mesi scorsi la cometa si osservava solo dall’emisfero australe e alle nostre latitudini era invisibile. A partire dal 9 marzo scorso si è iniziato a poterla osservare dall’emisfero boreale e il giorno 11 marzo si è trovata al perielio, nel momento di maggiore vicinanza al Sole (45 milioni di km) e di maggiore luminosità. Le sere giuste per osservare questa cometa sono iniziate il 12 marzo, e proseguiranno nei prossimi giorni fino alla fine del mese di marzo, quando la cometa, sempre più lontana dal Sole, inizierà a perdere luminosità e non sarà più visibile ad occhio nudo. Inizialmente la PANSTARRS sarà visibile nella costellazione dei Pesci, da lì si dirigerà nella costellazione del Pegaso e poi si avvicinerà a quella di Andromeda a fine marzo. Dovrebbe raggiungere la seconda magnitudine nelle prossime sere, paragonabile cioè a una stella mediamente luminosa del nostro cielo come ad esempio la Stella Polare.

La cometa sarà visibile ad occhio nudo subito dopo il tramonto del Sole (vedi figura). Bisogna osservare a Ovest, dove il Sole è tramontato e non sarà difficile individuarla. È bene allontanarsi dalle città e raggiungere una collina che abbia l’orizzonte libero verso Ovest. È meglio utilizzare un binocolo per osservare qualche dettaglio come la chioma e la coda. La coda, o meglio le code, quella di ioni e quella di polveri, avranno una posizione anti-solare a causa del vento solare che spinge i materiali di cui è composta la cometa verso l’esterno del sistema solare.

La PANSTARRS è la prima grande cometa dopo la grande cometa Hale-Bopp del lontano 1997. Da allora gli astrofili e gli astronomi si sono dovuti accontentare di comete piuttosto poco luminose, quasi mai visibili ad occhio nudo. Tutto il mondo astronomico è quindi in trepidante attesa di questo evento che, essendo piuttosto raro, fa avvicinare all’astronomia tanti ragazzi e cittadini e consente di far apprezzare le bellezze di questa meravigliosa scienza. Nei prossimi giorni e settimane tutte le associazioni di astrofili aderenti all’Unione Astrofili Italiani realizzeranno serate osservative pubbliche per l’osservazione della cometa. Per averne un elenco aggiornato basta andare sul sito dell’UAI (www.uai.it) dove, regione per regione, è possibile consultare l’elenco delle serate che le associazioni hanno avuto cura di registrare.

Gli antichi ritenevano che le comete portassero sventura. Era semplicemente dovuto al fatto che si immaginavano il cielo stellato immutabile e che qualsiasi cambiamento era da considerarsi un segnale di attenzione e pericolo. Ancora oggi qualche astrologo propaganda queste fantasie. È bene tenere conto che questa come molte altre comete ha un nucleo relativamente piccolo di qualche decina di chilometri e passa lontano dalla Terra molte decine o centinaia di milioni di chilometri. In queste condizioni nessun effetto gravitazionale e di alcun altro genere è avvertibile e misurabile sulla Terra. Rimane uno straordinario spettacolo astronomico e un oggetto di studio e ricerca per i prossimi anni. Quindi, occhi al cielo e osserviamo tutti la cometa di Pasqua!

 

Guarda il video realizzato da Michael Zeiler il 12 marzo quando la cometa Panstarrs era perfettamente allineata con la Luna nuova, viste da Santa Fe in New Messico

Fonte: Media INAF | Scritto da Emilio Sassone Corsi