RICALCOLATA LA DISTANZA DELLA STELLA POLARE

Il faro del cielo è più vicino

Nuove osservazioni spettroscopiche ad altissima risoluzione della luce prodotta dalla stella polare riducono sensibilmente la stima della sua distanza da noi. La misura, effettuata da un team internazionale di astronomi, fissa a 323 anni luce questo valore, ben al di sotto dei 434 anni luce indicati dalle misure del satellite Hipparcos dell'ESA nel1990.

La foto a lunga posa mostra come la stella polare resta fissa nel cielo notturno, mentre le altre stelle sembrano muoversi a causa della rotazione della Terra. Crediti: www.AstroPixels.com, F.Espenak

La stella polare è stata, nel corso della storia umana, un vero e proprio faro nel cielo notturno, punto di riferimento per orientarsi con un semplice sguardo al cielo. Nell’epoca di telescopi spaziali, gps e smartphone, c’è ancora bisogno di studiare questa stella? A quanto pare sì, dato che negli ultimi anni si sono susseguiti numerosi lavori scientifici su questo celebre astro. L’ultimo, recentemente pubblicato sulla rivista The Astrophysical Journal Letters, indica che la stella è in realtà più vicina al nostro Sistema solare di quanto si pensasse.

Il team di scienziati Canadesi, Ucraini e Belgi che hanno studiato la stella polare indicano che la sua distanza dalla terra è di circa 323 anni luce, sostanzialmente più vicina se si pensa alla stima precedente che era di  434 anni luce fatta dalla missione Hipparcos dell’ESA alla fine del 1990. La nuova misura della distanza può aiutare gli astronomi nel perseguimento di diversi misteri cosmici, come la caccia alla sfuggente energia oscura.

La stella polare è un astro di luminosità variabile del tipo Cefeide, ovvero una stella pulsante utilizzata dagli scienziati per misurare le distanze nello spazio. Gli astronomi possono misurare la distanza di una variabile Cefeide studiando il cambiamento della sua luminosità al variare del tempo.

Poiché la stella polare è la stella Cefeide più vicina alla Terra, conoscere la distanza precisa di questo oggetto celeste è necessario come punto di riferimento per le misure di altre Cefeidi,  così da determinare con maggior accuratezza la scala delle distanze nell’universo.

“La Polare presenta alcune anomalie che finora non ne avevano consentito una conoscenza chiara e approfondita” ha detto David Turner dell’Università canadese di Santa Maria a Halifax, che ha guidato lo studio. “Le nostre osservazioni spettroscopiche ad alta risoluzione di questa stella possono segnare l’inizio di una nuova era nella comprensione delle sue peculiarità.”

La stella polare deve il suo nome alla sua particolare posizione nel cielo, che è allineata con la direzione dell’asse terrestre. A differenza delle altre stelle nell’emisfero boreale, che sembrano cambiare la loro posizione nel cielo durante la notte a causa del movimento rotatorio della Terra, la Polare rimane fissa, diventando così  un prezioso punto i riferimento per la navigazione a vista. Questo astro è in realtà un componente di un sistema di tre stelle legate gravitazionalmente tra loro. La Polare, che è intrinsecamente 4000 volte più luminosa del Sole, è la stella che in quest’epoca indica il Nord, ma non sarà sempre così. L’asse terrestre, infatti, oscilla nel corso dei secoli seguendo un movimento estremamente lento gli astronomi chiamano precessione. Nell’anno 14.000, ad esempio, l’effetto della precessione precessione porterà l’asse della Terra vicino alla luminosa stella Vega, che si andrà così a sostituire l’attuale stella polare come indicatrice del Nord.