A ROMA LA RIUNIONE DEL RESOURCE BOARD

CTA, il futuro dell’astronomia gamma

Il progetto Cherenkov Telescope Array, di cui l'Italia è partner con altri 26 paesi, costruirà una batteria di telescopi per lo studio dei raggi gamma. Prevista la scelta del sito alla fine del prossimo anno, e l'inizio della costruzione alla fine del successivo. I commenti dei responsabili del progetto, riuniti oggi presso la sede INAF.

Va avanti il progetto del Cherenkov Telescope Array (CTA), una batteria di telescopi di diverse grandezze destinati a studiare le sorgenti gamma a diversi livelli di energia, che una volta realizzato sarà il più potente e sensibile osservatorio per i raggi gamma mai costruito. Comprenderà tre taglie di telescopi, destinati rispettivamente a basse, medie ed alte energia, organizzati su una vasta area in un array che permetterà di studiare le cascate di particelle causate dai raggi gamma su una vasta porpzione di terreno, aumentando il numero di raggi gamma rilevati e migliorando la “visuale” su ogni cascata. Quindi miglior risoluzione angolare e soppressione del rumore di fondo rispetto a qualunque osservatorio gamma esistente.

Il Consorzio che porta avanti il progetto comprende oltre 1000 membri da 27 paesi diversi, tra cui l’Italia. Il Resource Board del progetto, che è ancora nella fase preparatoria, si è riunito oggi presso la sede romana dell’INAF, per fare il punto sugli aspetti organizzativi e finanziari.

“Il cielo è pieno di sorgenti gamma, e sono più numerose e più importanti di quanto credessimo un tempo. E gli strumenti attuali non sono abbastanza sensibili per studiarli tutti. Il CTA porterà un aumento di 10 volte della sensibilità, utile specialmente per studiare i resti di supernova” ha spiegato il portavoce del progetto Werner Hofmann. Una decisione chiave che il board dovrà prendere è dove costruire il CTA. “Abbiamo diversi siti candidati, due in Sud Africa e Namibia, due in Argentina, forse Cile, ma anche Canarie, USA e Messico. Il criterio di scelta sarà che sito dà la migliore efficienza scientifica in cambio dell’investimento” continua Hofmann.

Secondo Beatrix Vierkorn-Rudolph, presidente della European Strategy Forum on Research Infrastructures della Commissione Europea (nella cui roadmap è inserito il progetto) “la scelta del sito sarà fatta alla fine del prossimo anno. Tra la fine del 2014 e l’inizio del 2015 vorremmo iniziare con la vera e propria costruzione. Prima dovremo trovare la migliore forma legale per organizzare il consorzio, e naturalmente assicurarci i fondi necessari dai Paesi Membri”.

Patrizia Caraveo, che per INAF è principal investigator della fase preparatoria del progetto, spiega che “CTA studierà sorgenti che variano da pulsar a resti di supernova, a sistemi binari che comprendono un oggetto compatto fino alle galassie attive pià violente che conosciamo. Per produrre raggi gamma occorrono particelle accelerate a energie superiori a quelle che si raggiungono negli acceleratori. L’Italia sta lavorando alla costruzione di un prototipo di uno dei telescopi che comporranno l’array. Si tratta dei telescopi più piccoli, quelli calibrati per i fotoni più energetici e più rari. Di questi telescopi ne serviranno circa un centinaio sparsi su un chilometro quadrato. Il progetto si chiama ASTRI, il prototipo verrà costruito all’Osservatorio di Catania dell’INAF. Se tutto va bene il passo successivo sarà fare 5 o 6 telescopi per provare le soluzioni tecniche che dovranno farli funzionare tutti assieme.

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