IMMAGINI DAL SISTEMA SOLARE

Marte. Cosa c’e sotto?

Una delle prime immagini realizzate da Curiosity, in cui si comincia a vedere cosa c'e sotto la superficie del pianeta Marte. La zona inquadrata è stata scavata dall’accensione dei motori dello stadio di discesa durante l’atterraggio.

Abbiamo visto le riprese mozzafiato della sua avventurosa discesa. Hanno riempito le pagine dei giornali i primi panorami e i suoi curiosi autoritratti, utili però come test dei sistemi di bordo. Ora, in questa nuova immagine, Curiosity è impegnato nella sua missione, esaminare la superficie di Marte. Anzi, cosa c’e appena sotto. In questa fotografia si è infatti scelto di inquadrare una zona dove i razzi di discesa accesi nell’atterraggio del rover hanno rimosso lo strato più superficiale del terreno.

Una immagine di Marte realizzata dal rover Curiosity. Crediti: NASA/JPL-Caltech/MSSS

L’immagine è stata ripresa il giorno 8 agosto dalla Mastcam, la camera a focale fissa a 34mm che si trova sulla “testa” del robot. L’immagine è parte di un mosaico molto più grande, realizzato in circa 1 ora di osservazioni, sommando una serie di immagini ciascuna di 1.200 pixels di lato.

La Mastcam realizza immagini del tutto realistiche, in modo molto simile a quanto farebbe una normale camera commerciale o un cellulare. Le uniche modifiche fatte in post produzione a questa immagine riguardano i colori, con un procedimento denominato “white balancing”, “bilanciamento del bianco” che rende la scena simile a come potrebbe essere vista sulla Terra, con l’illuminazione del sole a cui siamo abituati. Questo procedimento permette ai ricercatori di osservare la superficie di Marte in una luce a loro più familiare, identificando molto più facilmente le rocce attraverso colori più “terrestri”.

E quanto è visibile in questa particolare immagine è di estremo interesse. La zona inquadrata, infatti, è stata scavata dall’accensione dei motori dello stadio di discesa che, durante l’atterraggio, hanno rimosso la polvere dalla superficie portando alla luce la roccia che si trovava appena sotto.
Nel riquadro in alto a sinistra è chiaramente visibile l’ingrandimento di uno strato di materiale dal quale emergono dei sassi inclusi. Le frecce indicano due frammenti più piccoli, di circa 3 cm (le due frecce  superiori), e uno piu grande, di circa 11 cm, che fuoriesce dal materiale di grana più fine in cui tutti sono annegati.

I meccanismi alla base della formazione di questi agglomerati dalle molteplici inclusioni possono essere diversi e i ricercatori avranno tempo e modo per interrogarsi sulla loro natura. Verranno in loro aiuto gli altri strumenti di bordo del rover, come il laser che può vaporizzare piccole porzioni di roccia e studiarne la composizione chimica analizzandone lo spettro, o come il trapano che permetterà di scavare sotto la superficie e fare una analisi chimica dei campioni di Marte “in provetta”. L’appuntamento è per i prossimi mesi.