IL RICORDO DI UMBERTO GUIDONI

L’ultimo viaggio di Neil

Umberto Guidoni, astronauta, ebbe modo di conoscere personalmente Neil Armstrong. Ecco come lo ricorda

Sorriso mite, schivo ma determinato e carismatico.

Così ricordo il Neil Armstrong che venne a parlare delle missioni Apollo agli aspiranti astronauti della classe del 1996, al centro della NASA di Houston. Non un professore, ma un collega che ci raccontava la sua esperienza indimenticabile senza enfasi, senza retorica ma con la stringata precisione di chi ha toccato con mano i rischi e le incognite di essersi spinto oltre le frontiere conosciute.

Quell’uomo mite, antitetico a quello dell’eroe tradizionale, se n’è andato senza clamore come aveva vissuto tutta la sua vita, lontano dalle luci dei riflettori e dei media.

Eppure per un giorno era stato al centro dell’attenzione dell’intero pianeta, quando aveva pronunciato quella frase memorabile: ”… un piccolo passo per un uomo, un grande balzo per l’umanità…”.  Subito dopo, aveva mosso i primi passi sulla superficie della Luna, per primo aveva visto  la “magnifica desolazione” del panorama lunare ed il chiarore azzurra del nostro pianeta che sorge dietro l’orizzonte.

Riposa in pace, come in pace hai portato l’umanità sulla Luna. Le orme che hai lasciato sul suolo lunare saranno il monumento eterno al coraggio e al desiderio di scoperta dell’uomo che ci ha aperto la strada delle stelle.

Brecht diceva che non abbiamo bisogno di eroi ma, forse, di eroi come Neil ne sentiremo la mancanza.

* Astronauta

httpvh://youtu.be/KDa7gAKwoHY