SEMINARIO SULLA METEOROLOGIA SPAZIALE

Il Sole, il clima e il meteo

Uno studio sulla rivista Geophysical Research Letters mette in correlazione il fiume Reno ghiacciato e la bassa attività solare. La statistica su 230 anni, ma il Sole, dicono gli stessi ricercatori, non è l'unico fattore che incida sul cambiamento climatico. Quel che sembra certo è che la meteorologia spaziale entrerà a far parte del nostro quotidiano. Per capirne di più ci siamo rivolti a Mauro Messerotti, dell'Osservatorio Astronomico di Trieste dell'INAF

Il rapporto tra clima e attività solare è allo studio da parecchi anni, ma una correlazione stretta non è stata ancora dimostrata. Ci hanno provato i ricercatori dell’Istituto di Geoscienze dell’Università Johannes Gutenberg di Mainz, Germania, il cui lavoro apparirà sulla rivista Geophysical Research Letters, edita dalla American Geophysical Union. Il lavoro, condotto da Frank Sirocko, si basa sullo studio statistico tra gli anni in cui il fiume Reno, il più grande della Germania, si è ghiacciato e l’attività solare. Di questo fiume, infatti, si hanno cronache registrate dal 1780 e i ricercatori hanno potuto risalire agli anni in cui il Reno si è ghiacciato, 14 volte, constatando che per dieci sul totale, questo fenomeno corrispondesse ad una bassa attività solare.

Un risultato, secondo gli autori, che dà una robusta correlazione tra gli inverni freddi, almeno nel centro Europa, e la bassa attività solare. Ma gli stessi autori notano come questa non abbia incidenze globali, quanto piuttosto regionali, che in alcuni degli stessi anni in Islanda faceva più caldo. Sostanzialmente questo incide sulla pressione atmosferica in alcun parti del pianeta condizionandone gli aspetti meteorologici. Perché è indubbio per gli stessi autori che il pianeta si è fatto più caldo negli ultimi decenni e che sono diversi i fattori che contribuiscono a tale riscaldamento.

Ma l’attività solare non influisce, o influirebbe, solo sul clima terrestre. Influisce piuttosto su molte delle attività che l’umanità svolge servendosi dello spazio esterno al nostro pianeta. L’attività solare infatti (vedi ad esempio http://www.media.inaf.it/2012/08/17/agosto-di-bilanci-per-hinolde/) incide sull’efficienza dei satellite di comunicazione, di navigazione satellitare o anche sulla salute degli astronauti che abitano la Stazione Spaziale Internazionale. Per questo lo studio di quella che viene denominata meteorologia spaziale è divenuta un’esigenza. A settembre, infatti, si terrà a Roma, presso Palazzo Salviati, un seminario dal titolo “Space Weather Awareness”, organizzato dal Servizio Meteorologico dell’Aereonautica, che vedrà la partecipazione dell’INAF, con Mauro Messerotti dell’Osservatorio Astronomico di Trieste e dell’INGV.

E proprio a Mauro Messerotti abbiamo rivolto alcune domande a cominciare da un suo giudizio sul lavoro pubblicato da  Geophysical Research Letters .

Qual è la sua opinione sullo studio e se ritiene possibile una correlazione così stretta?

L’emissione elettromagnetica del Sole, modulata dal ciclo di attività della stella, riscalda gli strati esterni dell’atmosfera terrestre e rappresenta quindi una “forzante spaziale” del clima del nostro pianeta, che ha certamente un ruolo nel determinarne l’evoluzione su scale di tempo molto grandi. Il problema centrale però è rappresentato dal fatto che il peso del ruolo del Sole nel determinare i cambiamenti climatici non è ancora ben compreso, essendo altri fattori come, in particolare, la “forzante antropogenica” a giocare un ruolo dominante secondo le conoscenze attuali. Nei vari rapporti periodici, infatti, l’IPCC (Intergovernmental Panel for Climate Change) evidenzia come sussista ancora un basso livello di comprensione scientifica circa gli effetti a lungo termine del Sole sul clima. Lo studio considerato sembra fornire un ulteriore tassello di conoscenza circa possibili effetti delle variazioni dell’irradianza solare con il ciclo di attività sulle variazioni climatiche a scala regionale, ma richiede certamente un’estensione della base statistica dei dati ed un’interpretazione fisica dettagliata delle indicazioni inferite, prima che si possa giungere a conclusioni significative.

Che cosa è la Meteorologia Solare?

La Meteorologia Solare osserva, studia e cerca di prevedere l’evoluzione temporale delle perturbazioni fisiche che interessano il Sole, dai suoi strati più profondi alla sua atmosfera, e che si propagano nello spazio interplanetario dove interessano i pianeti. Viene quindi studiata l’attività solare, la sua ciclicità quasi-periodica e le sue manifestazioni, quali le macchie solari, i brillamenti e le eiezioni di massa dalla corona.

Che attinenza ha con la Meteorologia Terrestre?

In seguito ad una recente risoluzione della World Meteorological Organization (WMO), tutte le organizzazioni nazionali che si occupano di meteorologia terrestre stanno includendo nel loro campo di attività anche la Meteorologia dello Spazio, estendendo così lo studio e la previsione delle perturbazioni atmosferiche a quello delle perturbazioni dello spazio interplanetario, che, in vario modo, hanno una serie di impatti sul clima dei pianeti, sulle specie viventi e sui sistemi tecnologici. È in quest’ottica che lo Stato Maggiore dell’Aeronautica Italiana organizza il 18 Settembre un seminario introduttivo propedeutico alla creazione di un servizio nazionale per la Meteorologia dello Spazio, che affiancherà quello meteorologico già esistente.

Al seminario è inoltre previsto l’intervento del Presidente dell’INAF, Giovanni Bignami.