GARA DI INTERFEROMETRIA

Concorso di bellezza per supergiganti

Pubblicati i risultati del quinto "Interferometric Imaging Beauty Contest", in cui i concorrenti devono ricreare un'immagine astronomica a partire dai dati grezzi interferometrici.

Le immagini di partenza utilizzate per il concorso (Fabien Baron et al)

Si chiama concorso di bellezza, ma non aspettatevi modelle in costume da bagno. Le protagoniste qui sono stelle supergiganti e dischi di gas attorno a stelle appena formate. Sono apparsi ieri su Arxiv i risultati del quinto “Interferometric Imaging Beauty Contest” per immagini interferometriche; un concorso tra astronomi, chiamati a riprodurre le immagini di due oggetti astronomici: un disco di gas intorno ad una stella di recente formazione, e una stella supergigante. I concorrenti avevano a diposizione solo i dati grezzi, come quelli che normalmente arrivano dai telescopi. Il concorrente che ha ottenuto la migliore corrispondenza con l’immagine originale ha vinto il concorso. Lo scopo era valutare le prestazioni dei diversi software sviluppati per ottenere immagini a partire dai dati interferometrici.

L’interferometria è una tecnica, fondamentale in astronomia, per combinare più onde (tipicamente, elettromagnetiche) per ottenere su di esse più informazioni. Molte stelle possono essere difficili da vedere, anche con un telescopio. Ma gli astronomi, con l’aiuto di telescopi multipli puntati da luoghi diversi su una singola stella, possono raccogliere molte informazioni sulla sua radiazione elettromagnetica, che può essere in onde radio, raggi infrarossi o luce visibile all’occhio umano.

La combinazione di onde raccolte da più telescopi permette agli astronomi di trasformare i segnali in un’immagine ad alta risoluzione, che non potrebbe mai essere ottenuta da un singolo strumento. Aumentando il numero di telescopi e la loro distanza si può migliorare la risoluzione delle immagini.

Gli organizzatori del concorso sono partiti da una (vera) immagine di una stella supergigante e da una immagine (realizzata invece con una simulazione al computer) di una stella in formazione. Le hanno ritrasformate in set di dati grezzi come quelli acquisiti dai telescopi, e li hanno distribuiti ai concorrenti, che senza vedere l’originale dovevano elaborare l’interferometria e convertirli nuovamente in un’immagine. A essere incoronato vincitore era chi otteneva l’immagine con la minor differenza di pixel dall’originale: per la cronaca, è stato John Monnier dell’università del Michigan.

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