ATTRATTI DALLE STELLE MASSICCE

Pianeti orfani trovano casa

Vagano per le galassie, senza una stella madre, pianeti nomadi finché non vengono attratti da stelle massicce. In orbite sorprendentemente lontane dal loro Sole.

Potrebbe essere stato il triste destino di molti, anzi moltissimi pianeti nella nostra galassia. Formatisi dal disco di gas e polveri attorno alla loro stella madre e poi da esse allontanate per effetti di interazioni gravitazionali con altri corpi celesti. Ma anche in queste storie può esserci anche un lieto fine.

Alcuni di questi pianeti “orfani” alla fine trovano una nuova casa, catturati da un’altra stella trovata sul loro cammino. A ricostruire questo scenario di scambi planetari tra differenti sistemi stellari sono stati Perets Hagai dell’ Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics e Thijs Kouwenhoven dell’Università di Pechino in un lavoro che verrà pubblicato nel prossimo numero della rivista The Astrophysical Journal.

Gli scienziati hanno simulalto al calcolatore il comportamnento di ammassi stellari di recente formazione in cui siano presenti pianeti non legati gravitazionalmente ad alcuna stella. Seguendo i loro movimenti nel corso del tempo, hanno riscontrato che se il numero dei pianeti ‘orfani’ è lo stsso delle stelle, allora possono esserci fino a sei stelle ogni cento che riescono a catturare un pianeta nel loro sistema.
Questa scoperta potrebbe spiegare l’esistenza di alcuni pianeti che si trovano ad orbitare attorno al loro sole a distanze sorprendentemente elevate o che addirittura formano un sistema “doppio” con un altro pianeta.

Gli astronomi non hanno ancora scoperto in modo certo casi di pianeti vaganti catturati dalle stelle. La migliore prova che abbiamo finora di questo fenomeno ci arriva dai telecopi dell’Esa o in Cile,che nel 2006 hanno scoperto la presenza di due pianeti della massa di 7 volte e 14 volte quella di Giove che orbitano uno attorno all’altro senza avere una stella ospite. “Questo è quanto di meglio oggi conosciamo dalle osservazioni. Per avere informazioni più convincenti dovremo avere delle statistiche più affidabili utilizzando i dati raccolti su una grande quantità di sistemi planetari” commenta Perets.