VISITA ITALIANA PER LA MINISTRA NALEDI PANDOR

La proposta del Sudafrica per SKA

Presentata questa mattina a Roma la proposta di candidatura del Sudafrica quale sito principale dove collocare le 3000 antenne del futuro radiotelescopio SKA. E' stata inoltre siglata ieri sera dalla delegazione scientifica dello Stato africano una lettera di intenti con l'INAF per progetti e scambi scientifici.

Entro pochi mesi verrà ufficialmente comunicato il sito dove sarà installato SKA (Square Kilometre Array), il più grande radiotelescopio al mondo con le sue 3000 antenne che, insieme, funzioneranno come un unico grande e potentissimo rivelatore di onde. La scelta della commissione tecnica è ormai ristretta a due località: Australia e Sud Africa. E proprio una delegazione ufficiale dello stato africano ha presentato questa mattina, presso la sala Michelangelo dell’Hotel Boscolo Exedra di Roma, la proposta di candidatura quale sito principale dove collocare il futuro radiotelescopio.

L’area dove potrebbe essere installata la maggior parte delle antenne che comporranno SKA è stata individuata nella regione sudafricana del Northern Cape, con sottostazioni in Namibia, Botswana, Ghana, Kenya, Madagascar, Mauritius, Mozambico e Zambia. Si tratta quindi di una iniziativa veramente ‘panafricana’. Come ha ribadito nel suo intervento il Ministro sudafricano per le Scienze e la Tecnologia, la signora Naledi Pandor “riteniamo che l’iniziativa per SKA è di rilevante importanza per tutta l’Africa, perché potrà dare uno slancio senza precedenti alle nostre infrastrutture di ricerca e tecnologiche e al contempo permettere di sviluppare programmi di collaborazione scientifica con le nazioni coinvolte nel progetto”.

Non di solo futuro si è parlato all’incontro: Bernie Fanaroff, direttore del progetto Ska per il Sudafrica, oltre ad illustrare le caratteristiche del radiotelescopio che, secondo i piani attuali dovrebbe raggiungere la sua piena operatività entro il 2024, ha presentato MeerKAT, la rete di antenne radio per osservazioni astronomiche in fase di costruzione nella regione del Karoo, in Sud Africa. Attualmente sono operative ed hanno iniziato a produrre dati scientifici di ottima qualità le prime sette parabole da 13 metri e mezzo di diametro delle 64 previste nella configurazione finale. Questa infrastruttura è stata anche realizzata per progettare e testare tecnologie che saranno impiegate per SKA.

La presentazione di oggi segue di poche ore l’incontro tra la delegazione sudafricana e i vertici dell’Istituto Nazionale di Astrofisica svoltosi ieri sera presso la sede centrale dell’Ente, a Roma.  Nell’occasione è stata firmata dalle due parti una lettera di intenti che propone, tra gli altri punti, la definizione di un programma di scambio tra ricercatori italiani e sudafricani con particolare riguardo verso quelli più giovani, lo sviluppo di progetti congiunti per sostenere la realizzazione e lo sfruttamento scientifico del radiotelescopio Meerkat, con l’obiettivo di una futura integrazione della rete VLBI (Very Long Baseline Interferometry) africana con l’analoga controparte europea.

“Siamo molto interessati a fare scienza e astronomia a tutto campo con il Sudafrica”  ha detto a riguardo Giovanni Bignami, presidente dell’INAF. “Per quanto riguarda SKA, siamo affascinati dal progetto, e ricordo che l’Italia è uno dei Paesi fondatori. Il Governo italiano sta riflettendo sulla migliore scelta da fare per il posizionamento del radiotelescopio. Noi intanto con la delegazione del Sudafrica ci stiamo organizzando per fare la scienza del futuro”.