L'ACCORDO TRA DE ZEEUW E IL MINISTRO MORENO

ESO e Cile uniti per E-ELT

È stato siglato l'accordo tra l'ESO e il Cile per la realizzazione del telescopio E-ELT e l'assegnazione di una nuova area sul Cerro Armazones che porta l'area resa disponibile all'ESO nel complesso Paranal- Armazones a quasi 1300 km²

Con una cerimonia ufficiale il Ministro degli Affari Esteri del Cile, Alfredo Moreno, e il Direttore Generale dell’ESO, Tim de Zeeuw, hanno siglato l’accordo sull’E-ELT (European Extremely Large Telescope). L’accordo tra ESO e governo cileno prevede la donazione di terreni per il telescopio, oltre a una concessione a lungo termine per crearvi attorno una zona protetta, e il supporto da parte del governo cileno per l’istituzione dell’E-ELT.

Il telescopio europeo E-ELT (European Extremely Large Telescope), con il suo specchio primario della classe dei 40 metri, è il più grande occhio del mondo rivolto verso il cielo. Il Cerro Armazones, nella regione di Antofagasta in Cile, è stato scelto dall’ESO nel marzo 2010 come sito per la costruzione di E-ELT. Il nuovo telescopio sarà integrato nell’osservatorio del Paranal, che già include il VLT (Very Large Telescope), l’Interferometro del VLT e i Telescopi per Survey. Il Cerro Paranal è a soli 20 chilometri dal Cerro Armazones e gran parte delle infrastrutture possono essere condivise tra i due siti.

Questo accordo rappresenta un nuovo significativo contributo alla cooperazione scientifica e tecnologica tra il Cile e l’ESO, cooperazione iniziata nel 1963 con la firma del primo accordo.

L’accordo prevede la donazione di 189 km2 di terreno sul Cerro Armazones per l’installazione dell’E-ELT, così come la concessione per 50 anni di un’area circostante, di ulteriori 362 km2 , che proteggerà  l’E-ELT dall’inquinamento luminoso e dall’attività estrattiva delle miniere. Sommandosi all’attuale area di 719 km2 nella zona del Cerro Paranal, il totale dell’area protetta nel complesso Paranal-Armazones raggiungerà quindi i 1270 km2.

 

Fonte: Media INAF | Scritto da Redazione Media Inaf