MISSIONE EPOXI, NUOVI RISULTATI

Hartley 2: cometa insolita e iperattiva

Le analisi di dati e immagini ottenuti dalla missione EPOXI nel corso del flyby intorno alla cometa Hartley 2, svelano nuovi interessanti dettagli. Il commento di Gabriele Cremonese dell’INAF – Osservatorio di Padova.

La cometa Hartley 2

È una piccola cometa a forma di arachide, ma a osservarla bene si rivela un concentrato di caratteristiche davvero interessanti. Si chiama Hartley 2, un corpo di ghiaccio del diametro di circa 1 Km che, a novembre dello scorso anno, è stato oggetto delle attenzioni della sonda Deep Impact nell’ambito della missione EPOXI, della NASA.

Da allora sono in corso le analisi dei dati e delle immagini ottenuti. I risultati che progressivamente si ottengono, tratteggiano un quadro molto particolareggiato di un oggetto che, sotto alcuni punti di vista, si mostra insolito. Sono infatti emersi nuovi aspetti che vanno ad aggiungersi alla lista caratteristiche inattese della cometa, come ad esempio le “varietà” di ghiaccio presenti nel suo nucleo.

Da questa nuova serie di risultati, pubblicati su Science, emerge la conferma del carattere iperattivo di Hartley 2. Come ci spiega Gabriele Cremonese, dell’INAF – Osservatorio di Padova: “la definizione di iperattività in questo caso implica una percentuale superiore al 10% della superficie da cui fuoriesce gas e polvere, quindi quello che noi osserviamo è una quantità di vapore e gas superiore a quella che ci aspettiamo da una cometa relativamente piccola.”

Un altro fatto interessante riguarda la parte centrale, quella più assottigliata: sarebbe ricoperta da materiale proveniente dalle estremità della cometa stessa, dopo essere stato “spruzzato” nello spazio da getti dovuti alla vaporizzazione del ghiaccio di anidride carbonica. Una frazione di questo materiale avrebbe una velocità così ridotta da poter essere nuovamente catturato dalla cometa, nonostante la debole attrazione gravitazionale che essa esercita, a causa della massa ridotta. “Può essere un fatto relativamente raro.” commenta Cremonese: “siamo di fronte a un corpo molto piccolo, con densità abbastanza bassa (le comete hanno densità inferiore a quella dell’acqua). La forza con cui il materiale viene emesso dal getto è tale da farlo scappare via nello spazio. È strano che la materia eiettata in  seguito a un getto ricada. Si potrebbe anche ipotizzare che la cometa possa avere una massa superiore al previsto.”

Ma i nuovi dati su Hartley 2 confermano anche un’altra bizzarria, che riguarda il suo modo di ruotare: oltre a girare intorno al proprio asse, la cometa oscilla intorno a un altro. “Il fatto che l’asse di rotazione oscilli intorno a un altro asse, potrebbe  essere dovuto a un urto con un altro corpo in tempi recenti” suggerisce Cremonese. “Ci si aspetta che queste oscillazioni si stabilizzino e terminino una volta trovata una condizione di equilibrio. L’altra spiegazione potrebbe essere legata a una struttura interna molto particolare, che è andata a provocare questa oscillazione, però generalmente sempre in seguito alla collisione con un altro corpo. ”

Un altro aspetto che cattura l’attenzione è la presenza di alcune strutture in corrispondenza delle estremità della cometa. Hanno l’aspetto di blocchi, alti approssimativamente 50 metri per una larghezza di 80, e riflettono con molta efficienza la luce che ricevono, due o tre volte di più rispetto al resto della superficie. Altro che nocciolina americana quindi, a guardarla bene Hartley 2 non assomiglia a niente di già visto. Ne sapremo di più man mano che l’analisi dei dati fornirà altri risultati.