IL CURIOSO RISULTATO DELLE SIMULAZIONI

Due stelle fanno gli alberi… neri

I colori delle piante su un ipotetico pianeta simile al nostro, illuminato da due stelle, sarebbero diversi da quelli che conosciamo. Con tinte molto più scure, dal grigio al nero. Sarebbe la conseguenza dell'alterazione del processo di fotosintesi clorofilliana.

Pianeti con due Soli. L”immagine che riempie film e libri di fantascienza ha ispirato anche uno studio di Jack O’Malley, ricercatore dell’Università di St. Andrews, il quale ha cercato di ricostruire la possibile evoluzione delle piante su un pianeta simile alla Terra ma illuminato da due stelle. Le conclusioni sono state esposte al Congresso Nazionale di Astronomia della Royal Astronomical Society che si sta svolgendo in questi giorni in Galles. Il risultato più curioso è il colore di queste piante: non verdi ma piuttosto scure, con tinte che vanno dal nero al grigio. La causa sarebbe da imputare al processo di fotosintesi e al “tipo” di luce che arriva dalle stelle.

Nelle simulazioni sono state considerate stelle di due diverse tipologie: stelle simili al Sole e nane rosse, due classi che si presuppone garantiscano quelle condizioni di stabilità necessarie allo sviluppo e al mantenimento di condizioni favorevoli all’abitabilità di un pianeta. I possibili sistemi di stelle doppie presi in esame sono quindi stati le combinazioni Sole-nana rossa, Sole-Sole, nana rossa-nana rossa.

Le stelle tipo Sole o nana rossa hanno temperature superficiali diverse e quindi una differente emissione energetica. Le simulazioni hanno dimostrato che nel caso dell’esposizione alla debole luce di due nane rosse, le piante tenderebbero ad ampliare lo spettro di luce utile alla fotonsintesi, utilizzando anche la luce ultravioletta e infarossa. Con la conseguenza di assumere ai nostri occhi un colore scuro, grigio-nero. Il colore sarebbe diverso anche nel caso dell’esposizione alla luce di due Soli: di fronte all’eccesso di raggi UV le piante svilupperebbero delle difese naturali come ad esempio schermature costituite da microrganismi.

Trattandosi di simulazioni e di contesti molto lontani dalla nostra esperienza, i risultati sono da considerarsi più come un punto di partenza che non come conclusioni definitive. Non è detto che le piante seguano queste linee evolutive ma di certo scenari di pianeti abitabili con due o più stelle ad illuminarne il giorno, oggi sono considerati possibili e non più relegati al solo mondo della fantasia di scrittori e sceneggiatori.